
14/01/2009: Il Comunicato stampa di AIVITER
29/01/2009: Lettera al Ministro degli
Esteri Frattini della Rete Europea delle Vittime del Terrorismo (VNET)
30 GENNAIO 2009: ONLINE LE SENTENZE SUI
REATI DI CESARE BATTISTI:
- I Corte
d’Assise di Milano del dicembre 1988 (.pdf 23 Mb);
- I Corte d’Assise
d'Appello di
Milano del gennaio 1990 (.pdf 2,6 Mb);
- Iter
storico dei fatti allegato alla sentenza (.pdf. 7,2 Mb)
- II Corte d’Assise
d’Appello di Milano del marzo 1993 (.pdf 1,3 Mb)
29/01/2009: Mozione presentata alla Camera
dei Deputati sul caso Battisti
26 FEBBRAIO 2009: APPROVATA ALL'UNANIMITA'
DALLA CAMERA LA MOZIONE SU
BATTISTI
RASSEGNA STAMPA:
In portoghese:
In inglese:
Altri documenti:
Vedi anche dal nostro archivio:

Vai alla scheda in memoria di Pierluigi Torregiani,

Vai alla scheda in memoria di Lino Sabbadin

Vai alla scheda in memoria di Andrea Campagna
Vai alla scheda in memoria di
Antonio Santoro
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Eventi e Rassegna stampa
Gennaio 2009. CASO BATTISTI: DICCI LA TUA
Qui a fianco proponiamo una
selezione della rassegna stampa di questi giorni sul caso dell'ex terrorista latitante Cesare Battisti, ma la nostra
Associazione, che dal 1985 si batte per difendere i diritti e la
memoria della vittime del terrorismo, è interessata a conoscere la
tua opinione in proposito per rispondere con opportune
iniziative a questa clamorosa offesa nei confronti delle vittime e
dell'Italia. Inviaci le tue
riflessioni sulla nostra casella di posta elettronica
info@vittimeterrorismo.it
Inoltre, come forma di protesta
proponiamo:
Testo di lettera di protesta
da inviare all'Ambasciata del Brasile in Italia
-> Scarica, copia e incolla ed invia a
info@ambrasile.it
Se potete mettete per conoscenza anche
l'indirizzo e-mail dell'associazione info@vittimeterrorismo.it, grazie.
Anche in
INGLESE, SPAGNOLO E FRANCESE grazie la supporto delle Rete Europea delle Vittime del
Terrorismo
Iniziamo a ringraziare tutti quanti ci hanno scritto dall'Italia e
dal Brasile e quanto stanno aderendo alla campagna di protesta vie
e-mail all'ambasciata brasiliana in Italia..
Segue un estratto delle e-mail più significative ricevute in
questi giorni:
Sono un cittadino "qualunque"! Non ho partenti ammazzati, né
altro, sono un parroco e per anni lo sono stato ad Arzano il paese
di "Io speriamo che me la cavo"! Sono indignato e deluso per la
faccenda di Battisti e di come si è comportato il Brasile...
Non sarebbe opportuno sollecitare tutte quelle associazioni
non-profit, onulus e le ONG per chiedere un intervento serio e
deciso visto che loro aiutano molto il Brasile e la loro gente...
Non è un ricattare, ma un segno di giustizia.
Perdonate la mia superficialità ...
(Email firmata)
Utilizzo questo vs spazio offerto per liberare il mio sfogo,
sono un semplice cittadino che di quegli anni ha ricordi di bambino,
ma che cerca di capire sempre più cosa successe.
Questa sera sono triste, amareggiato e pure adirato. Perché? Perché:
- Perché lo Stato italiano ha perso un’altra volta, un po’ di
rispetto per la propria sovranità nell’esercizio della giustizia o
di quel poco che rimane
- perché lo Stato non vuole difendere e proteggere i suoi figli
sofferenti
- perché una minoranza miope ed arrogante riesce nuovamente a
prendersi gioco di noi galleggiando su di un’utopia
- perché il gioco è in realtà un dramma, il dramma di morti cui non
è permessa una morte sola, ma deve ripetersi ancora
frasi come ‘soluzione politica’ oppure ‘chiusura di un periodo
storico’, mi provocano un brivido, vorrei urlare fortissimo NO! non
ci provate, Caino ha già ucciso.
(Email firmata)
La simpatia e i concreti vantaggi che tanti terroristi
italiani godono da parte dei nostri intellettuali e da parte di
settori significativi delle nostre istituzioni, non sono
sufficienti, secondo una equivoca classe dirigente brasiliana, a
garantire, direi coprire, il signor Cesare Battisti.
Mentre l'insufficienza data alla giustizia dello stato italiano
offende l'Italia intera, quest'altro aspetto che ho evidenziato
mostra disistima e beffa verso i simpatizzanti dei terroristi, per
altro ben meritate.
Rimane il lato peggiore della faccenda, che non bisogna comunque
dimenticare, e cioè l'ennesima ferita inferta alle vittime e ai loro
familiari.
Con tutta la mia solidarietà
(Email firmata)
Protesto contro la linea di protezione attuata dal Governo
brasiliano nei confronti del BATTISTI che in Brasile ha un
trattamento non da terrorista e assassino ma da innocente turista,
con la complicità della magistratura brasiliana.
Mi auguro che l' Italia ritiri il proprio ambasciatore dal Brasile
sino a che giustizia venga fatta e quel vigliacco venga consegnato
all' Italia, non per infierire con torture e altre baggianate simili
contenute nella sentenza ma solo per scontare in carcere la
sacrosanta pena che pena e ridia pace ai parenti delle vittime.
Saluti
(Email firmata)
Estou indignado, constrangido e triste com os argumentos do
Ministro da Justiça(?) com falácias e protegendo um terrorista
assassino.
Não tem o direito e argumentos para transformar o Brasil em
valhacouto de terroristas.
Battisti foi um dos chefes da organização de extrema-esquerda PAC (Proletários
Armados pelo Comunismo), ligada às Brigadas Vermelhas e as Brigadas
Neras.
Eu em 1980 até 1984 trabalhei na Itália em Torino no Programa AMX,
pela Embraer e pelo Brasil com minha esposa e minha filha então com
7 anos. Sempre foi nos recomendado tomar cuidado qaundo fossemos
viajar de trem, pois a Itália estava assolada pelos “Brigate Rossi”,
“Brigate Neri” e o “PAC” (grupo do Battisti) com vários atentados
terroristas...
Eu tenho na memoria as mortes e atentados daquela epoca.
Eu me lembro dos anos que passamos na Itália até 1985, quando
retornamos ao Brasil, tendo que viajar de Torino a Milano, a Varese
a Genova a trabalho e convivendo com um ambiente de terror.
Agora vou ter que conviver, no meu país, com um assassino confesso,
cujo poderia eu e minha familia ter sido vitima??
Dizer que Battisti defendia uma causa política é demais... Ele dizia
que tinha " piacerre de vedere egociar il sague" dfas suas vitimas...
Eu como cidadão brasileiro não aceito e repudio veementemente essa
atitude.
Vou ter que conviver, eu minha esposa e minha filha, no meu pais com
assasino protegido pelo Ministerio da Justiça do Brasil??
Atenciosamente
(Email firmata)
Signori e signore,
Invio la mia solidarietá ai famigliari delle vittime di terrorismo.
Penso alla sofferenza di tutti voi. Penso alla vostra voglia che la
giustizia sia fatta. Con me siamo molti in Brasile: italiani,
cittadini, oriundi, aspettando la decisione dello Superiore
Tribunale Federale favorevole all'Italia. Credo nella giustizia
italiana e, se Battisti é stato condannato é perché era colpevole.
Saluti dal Brasile,
(Email firmata)
Ciao,
sono Luca 26 anni e mi trovo indignato davanti a tutto quanto sta
succedendo pur non avendo vittime nella mia famiglia a causa del
terrorismo.
Viene da gridare vendetta secondo logica ma non c'è una logica alla
pari che consenta l'estradizione di chi deve pagare per i delitti e
fatti commessi. Si predica di avere civiltà nelle situazioni di
tutti i giorni ma ciò non avviene a causa di un sistema
istituzionale vecchio come non mai e non solo da parte nostra. Com'è
possibile tutelare il passato delle vittime di questi soprusi e un
nostro futuro perchè anche di questo bisogna parlare.
BATTISTI DEVE TORNARE IN ITALIA E PAGARE SCONTANDO LA PENA. Ogni
volta che lo si vede in tv in immagini di repertorio che ride mi
viene una rabbia che non si può immaginare...
Ride in faccia alle istituzioni al popolo italiano e a tutti i
famigliari coinvolti...
La soluzione è unica e a portata di mano spero avvenga ciò che è
giusto.
(Email firmata)
Como brasileiro sinto vergonha da decisão tomada pela justiça de
meu país. Apóio o Governo Italiano em tentar de todas as maneiras a
extradição desse terrorista. Gostaria de frisar que o advogado desse
indivíduo é um ex político que ganha muito dinheiro com esses casos
e não tem nenhum caráter.
Lamento pelas vítimas dese terrorista e quero me solidariezar com
elas.
(Email firmata)
Gentili signori,
il 19 aprile 1979 ho incontrato Andrea in garage, dove eravamo
andati entrambi a parcheggiare le auto, al termine del servizio per
l'inaugurazione della Fiera campionaria, era di corsa perchè stava
andando a mangiare dalla sua ragazza, ci siamo salutati in fretta,
con un semplice "ci vediamo domani". Lo ricordo così, sorridente con
indosso l'inseparabile giubbotto di pelle nera.
I giorni successivi l'omicidio eravamo tutti furiosi, anche perchè
sapevamo come era stato ucciso, colpito a tradimento, probabilmente
non si è neppure accorto che lo stavano ammazzando. Abbiamo girato
ininterrottamente giorno e notte, per il quartiere e per la città e
probabilmente se avessimo scovato i vigliacchi che lo avevano
colpito, oggi non ci sarebbe nessuna richiesta di estradizione. Il
suo assassino sta vivendo da trent'anni in fuga, braccato per il
mondo e ancora non è finita. Un poveretto consumato dalla vita che
non ha mai vissuto.
Probabilmente se fosse rientarto in Italia, a quest'ora sarebbe già
libero, magari godendosi i frutti dell'immancabile libro, scritto
con il sangue delle sue vittime.
(Email firmata)
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