Battisti è libero. L'ira di Roma
No all'estradizione dell'ex militante Pac. Il rammarico di
Napolitano e Berlusconi. Frattini: presenteremo ricorso alla Corte
internazionale dell'Aja.
Brasile, Cesare Battisti lascia il carcere Cesare Battisti
ha lasciato il carcere di Papuda, a una trentina di chilometri da
Brasilia, cinque minuti dopo la mezzanotte di oggi (le 5.05 di
questa mattina in Italia) dopo che il Supremo tribunale federale
aveva respinto il ricorso dell'Italia e confermato la decisione
presa da Luiz Inacio Lula da Silva poco prima della fine del suo
mandato come presidente per il diniego dell'estradizione. L'ex
terrorista dei Proletari armati per la rivoluzione ha quindi
lasciato il carcere a bordo di un'auto nera che gli era stata messa
a disposizione dalla studio dell'avvocato Luiz Eduardo Greenhalgh,
per raggiungere la località di Solar de Brasilia. Battisti non ha
voluto rilasciare alcuna dichiarazione ai giornalisti che lo
attendevano. Sei giudici del Supremo tribunale federale hanno votato
a favore del diniego dell'estradizione, e tre contro.
Sul caso non si è espressa l'Unione europea. Il rilascio e la
mancata estradizione di Cesare Battisti, ha detto il portavoce della
commissaria europea alla Giustizia Viviane Reding, "restano una
questione bilaterale tra Italia e Brasile". La Reding ha confermato
chenon c'è nessun coinvolgimento da parte della Commissione nella
vicenda, mentre un gruppo di eurodeputati italiani ha inscenato una
protesta al Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo. Gli
eurodeputati hanno esposto cartelloni con la scritta «Battisti is a
murderer» ovvero «Battisti è un assassino», accompagnati dalle foto
di Pierluigi Torregiani e Antonio Santoro, due delle sue vittime, e
da diversi interventi in Aula. Il vicepresidente
dell'Europarlamento, l'eurodeputato del Pd Gianni Pittella che
presiedeva la seduta, ha assicurato che la presidenza del Parlamento
europeo trasmetterà la sua indignazione alle autorità brasiliane.
Battisti era stato condannato all'ergastolo in Italia dopo essere
stato giudicato colpevole dell'omicidio di quattro persone. Nel
2008, il ministro della giustizia brasiliano, Tarso Genro, gli aveva
concesso lo status di rifugiato politico.
IL PRESIDENTE NAPOLITANO PROTESTA CON FERMEZZA "La pronuncia con cui
il Tribunale Supremo del Brasile ha confermato la precedente
decisione del Presidente Luiz Inàcio Lula da Silva di negare
l'estradizione di Cesare Battisti, assume un significato gravemente
lesivo del rispetto dovuto sia agli accordi sottoscritti in materia
tra l'Italia e il Brasile sia alle ragioni della lotta contro il
terrorismo condotta in Italia - in difesa delle libertà e
istituzioni democratiche - nella rigorosa osservanza delle regole
dello Stato di diritto". Il presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, deplora la decisione, che contrasta con gli storici
rapporti di consanguineità e amicizia tra i due paesi, e rinnova
l'espressione della sua vicinanza e solidarietà ai famigliari delle
vittime degli orrendi delitti commessi da Cesare Battisti. Il
Presidente, si legge in una nota del Colle "appoggia pienamente ogni
passo che l'Italia vorrà compiere avvalendosi di tutte le istanze
giurisdizionali cui compete assicurare il pieno rispetto delle
convenzioni internazionali".
ASSOCIAZIONE VITTIME TERRORISMO: ITALIA UMILIATA Uno schiaffo ai
parenti delle vittime del terrorismo e un'umiliazione per l'Italia.
Così il presidente dell'Associazione italiana vittime del terrorismo
(Aiviter), Dante Notaristefano, ha commentato il no all'estradizione
di Battisti deciso dalla Corte Suprema brasiliana. "Veniamo trattati
come un Paese che ricorre alla tortura o dove è prevista la pena di
morte, quasi come fossimo una dittatura". "Battisti ha un debito da
pagare - sottolinea Notaristefano, scampato nel 1978 a un attentato
delle Br - e sottrarlo alla giustizia suona come uno schiaffo".
L'associazione ora valuterà tutte le azioni da intraprendere per
contrastare la decisione della Corte Suprema: "Noi insisteremo
facendo il possibile", ha assicurato.
RICORSO ALL'AIA Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha
appreso "con vivo rammarico" della pronuncia del Tribunale Supremo
Federale del Brasile. "La decisione - si legge in una nota di
Palazzo Chigi - non tiene conto delle legittime aspettative di
giustizia del popolo italiano ed in particolare dei familiari delle
vittime di Battisti. L'Italia, pur rispettando la volontà del
Tribunale Supremo Federale, continuerà la sua azione e attiverà le
opportune istanze giurisdizionali per assicurare il rispetto degli
accordi internazionali che vincolano due Paesi accomunati da legami
storici di amicizia e solidarietà". Il ministro degli Esteri
pertanto parla del possibile coinvolgimento della Corte
Internazionale di Giustizia dell'Aja "Il ministro degli Esteri,
Franco Frattini, prende atto con profondo rammarico della decisione
con la quale, contraddicendo la sua stessa precedente pronuncia, il
Supremo Tribunale Federale del Brasile ha oggi convalidato il
diniego dell´estradizione in Italia di Cesare Battisti permettendone
la scarcerazione", si legge in una nota della Farnesina in cui si
preannuncia l'intenzione dell'Italia di "attivare immediatamente
ogni ulteriore possibile meccanismo di tutela giurisdizionale presso
le competenti Istituzioni multilaterali, e in particolare presso la
Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja, per perseguire la
revisione di una decisione che non si ritiene coerente con i
principi generali del diritto e con gli obblighi previsti dal
diritto internazionale". "Pur rispettando la decisione del massimo
organo giurisdizionale brasiliano - prosegue la nota - il Ministro
Frattini ribadisce il convincimento del Governo italiano, condiviso
da tutte le forze politiche e dall'opinione pubblica, in merito alla
fondatezza della richiesta di estradizione". "Non posso non rilevare
come la decisione odierna del massimo organo giudiziario brasiliano,
oltre ad offendere il diritto alla giustizia per le vittime dei
crimini di Battisti, appaia contraria agli obblighi sanciti dagli
accordi internazionali che legano i due Paesi, peraltro accomunati
da profondi e antichi legami di amicizia e consanguineita", aggiunge
Frattini.
NULLA DI INTENTATO Il ministro della difesa, Ignazio La Russa, si
trova al vertice Nato di Bruxelles. Dopo aver appreso della
liberazione di Cesare Battisti ha detto ai cronisti: "Potete intuire
la mia amarezza e la mia vicinanza ai familiari delle vittime. E non
sto contando fino a dieci, ma fino a mille prima di fare un
commento. Posso dire solo di aver parlato con il presidente
Berlusconi già stanotte e ho avuto da lui assicurazioni che nulla
resterà intentato per riportare Battisti in Italia. Questo per me
conta di più di qualunque parola di rito".