Bersagli per caso nel mirino dei terroristi
La gamba sinistra di Antonio Iosa, tormentata dalle pallottole brigatiste e da ventitré interventi chirurgici. La scheggia conficcata da ventitré anni nel collo di Rosaria Taglialatela, uguale alla scheggia che ha ucciso lentamente suo marito Gioacchino e a quelle che hanno straziato la loro figlia Federica, sul rapido 904, nella galleria per San Benedetto Val di Sambro. Il sonno perduto di Roberto Prina, cassiere della Banca nazionale dell' agricoltura fino al 12 dicembre 1969. L' angoscia della moglie e dei figli di Vittorio Olivares, ucciso da un terrorista libanese che l' aveva scambiato per il capo scalo dell' El Al. L' editoria italiana si è accorta delle vittime del terrorismo. Il libro simbolo della svolta, venuta dopo decenni di spasmodica attenzione riservata ai carnefici, è quello di Mario Calabresi. In Obiettivi quasi sbagliati (appena uscito da Sperling&Kupfer), un altro giornalista, Roberto Arditti, racconta le storie di vittime della violenza cieca. Bersagli per caso. Scambi di persona. Passanti squassati dalle bombe dei terroristi neri. Personaggi di secondo piano scelti dai terroristi rossi senza motivo apparente. Con un' unica eccezione, la storia - anch' essa per certi versi inspiegabile - dell' assassinio di Lando Conti, ex sindaco di Firenze. Storie raccontate in modo essenziale e commovente, unite non solo dal dolore, ma dalla scandalosa smemoratezza dello Stato. Come scrive Arditti nell' introduzione, Maurizio Puddu, storico presidente dell' associazione vittime del terrorismo, è morto senza godere dei benefici della legge per cui aveva combattuto. E la verità sulle stragi nere, così come sulla rete dei fiancheggiatori e sulle complicità internazionali delle Br, forse non arriverà mai .
Cazzullo Aldo
Pagina 48
(5 dicembre 2007) - Corriere della Sera






