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Iniziative dell'Associazione Italiana Vittime del Terrorismo, eventi e rassegna stampa/ Events and press


Testo dell'intervento del Presidente ff dell'Associazione Italiana Vittime del Terrorismo, Gianni Berardi, in occasione della cerimonia che si è tenuta nella redazione de "La Stampa" il 29 novembre 2007

 

Iniziative attuali

1997/2007: Ricordando Carlo Casalegno

Ricordando Carlo Casalegno, oggi il nostro pensiero va a tutti coloro che furono vittime del terrorismo, essendo essi i caduti della seconda resistenza. Per noi l’opera di Carlo Casalegno indicava allora la giusta via del dovere e del rispetto dello stato. Era, e ancora più lo è nel ricordo, l’opera di un buon maestro.
Di contro non possiamo dimenticare i suoi assassini, non possiamo non ricordare anche i tanti giovani che furono gli esecutori di crimini che bruciarono la loro stessa esistenza.
Ci riferiamo agli stessi terroristi, istigati e influenzati da cattivi maestri, da personaggi di spicco di un'area culturalmente contigua al terrorismo. Essi credettero alle lusinghe del protagonismo politico, sino a compromettere la loro giovane vita, gettando nel lutto più profondo le famiglie delle vittime indifese e le loro stesse, distruggendole.
Penso anche alla pena ed alla vergogna dei famigliari, per il solo fatto di avere un figlio in prigione a scontare anni di carcere e quanto dolore, quanti rimorsi per non aver fatto quello che si poteva e doveva fare.
Certo, i cattivi maestri, sono stati per lo più ignorati dalla giustizia. Non pochi ancora oggi, come in passato, operano con autorevolezza, scrivono o sono protagonisti riconosciuti dalla collettività. Qualcuno ancora si esibisce contro il sistema.
In questo momento che ricorda il sacrificio di un maestro con la schiena diritta, dobbiamo anche non tacere delle nostre preoccupazioni perché le idee che furono all’origine di questo crimine ancora di tanto in tanto riemergono, dimostrando che esse hanno tuttora diritto di cittadinanza. Tutte le volte che la cronaca ripropone fatti di terrorismo, sempre c’è qualche autorità o qualche intellettuale che possiede 1001 parola per non condannarli. Non solo: ma anche per concedere loro una cittadinanza onoraria, o ospitalità in qualche ente pubblico, o un posto nel governo.

A quanti sono qui oggi, l’Associazione delle vittime ricorda il sacrificio di Carlo Casalegno non come un fatto di trenta anni fa, ma come un limpido insegnamento purtroppo ancora attuale. Che il suo ricordo e quello di tanti altri nostri caduti, ci aiuti nella tolleranza e ci renda fermi nella difesa della democrazia e dello stato repubblicano.


Giovanni Berardi


 

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