Vedi anche l'intervista di
Massimo Coco a La Stampa del 19 Aprile 2011 |
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Iniziative attuali
Sul manifesto di Milano e il segreto di Stato:
"questa legge non porta chiarezza e verità: né oggi né domani"
Comunicato Stampa Aiviter
L’Aiviter ritiene che l’affissione dei manifesti apparsi a Milano con
scritta “Via le BR dalle Procure” sia una ignobile provocazione ed
offesa per tutti i corpi dello Stato, in primis la magistratura, e per
tutte le vittime del terrorismo, così come ha stigmatizzato il
Presidente Giorgio Napolitano intervenendo nei giorni scorsi con
autorevolezza e durezza, interprete di un generale sentire che è anche
il nostro.
L’ampio risalto mediatico assunto da tale provocazione temiamo sia però
inserito in un contesto di grave scontro politico ed istituzionale nel
quale Aiviter, associazione apolitica e apartitica, non nutre
partigianeria alcuna. Né potrebbe essere diversamente: le vittime del
terrorismo non possono essere schierate a nessun titolo nel conflitto
tra politica e magistratura che da Tangentopoli segna il corso
dell’ultimo ventennio.
All’Aiviter interessa, invece, rimarcare come ieri sia stata annunciata
da Copasir e Governo, con comune soddisfazione, l'attuazione della legge
n. 124 di riforma dei servizi segreti "con particolare riguardo alle
norme sul segreto di Stato”. Il termine massimo di 30 anni per opporre
il segreto di Stato ai documenti riservati è stato confermato, con una
eccezione assai rilevante però, che nessuna eco ha trovato sui media: un
limite derivante dagli accordi internazionali dell'Italia.
"Quando, in base ad accordi internazionali, la sussistenza del segreto
incide anche su interessi di Stati esteri o di organizzazioni
internazionali, il provvedimento con cui e' disposta la cessazione del
vincolo, salvo che ricorrano ragioni di eccezionale gravita', e a
condizione di reciprocita', e' adottato previa intesa con le autorita'
estere o internazionali competenti".
La mancanza di termini per tali circostanze, Aiviter ha il grave
sospetto che infici seriamente e alla radice i principi del diritto di
accesso ai documenti previsto della legge.
«Risulta veramente arduo pensare che la ragion di Stato che ha opposto
il suo segreto durante la Guerra Fredda e gli Anni di piombo, non fosse
anche ‘ragion’ di alleanza internazionale, come la Nato», dichiara il
Presidente Dante Notaristefano, che conclude: «Così, sul terrorismo
rosso e nero, le stragi e i misteri d’Italia, come Ustica, non sarà
questa legge a portare finalmente chiarezza e verità: né oggi né
domani».
Torino, 21 aprile 2011
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