21 e 22 Maggio: Iniziative AIVITER per il 2° Giorno della Memoria
delle vittime del terrorismo e delle stragi
Nel quadro delle celebrazioni per il 9 Maggio 2009, Giorno della
memoria dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi di tale
matrice, AIVITER, l’Associazione Italiana Vittime del terrorismo,
organizza a Torino le seguenti manifestazioni ed eventi a Torino il
21 e 22 Maggio , con il supporto della Commissione Europea, con
l’alto Patronato del Presidente della Repubblica e il Patrocinio del
Consiglio Regionale del Piemonte, della Provincia e della Città di
Torino: Messa annuale in suffragio di tutte le vittime del
Terrorismo; Commemorazione civile nel secondo anniversario della
scomparsa di Maurizio Puddu, Conferenza Internazionale sui diritti
nazionali, europei ed internazionali delle vittime del terrorismo
Ascolta l'intervento del Sindaco Sergio Chiamparino
Iniziative attuali
COMMEMORAZIONE DI MAURIZIO PUDDU A PALAZZO CIVICO
(2009)
L'intervento del Presidente AIVITER Dante Notaristefano
Era il 21 maggio 2007 e Maurizio Puddu veniva stroncato da una malattia
che non era riuscita a piegarlo neppure quando aveva dovuto accettare la
sedia a rotelle.
Oggi è il secondo anniversario e l’Associazione Italiana Vittime del
terrorismo non poteva dare inizio alla Conferenza internazionale sul
tema dei diritti delle vittime del terrorismo nel quadro del programma
della Commissione Europea senza ricordare colui che per 22 anni ne era
stato il Presidente, colui che – senza inutili giri di parole – era e
personificava l’Associazione Italiana Vittime del terrorismo.
Ricordare Maurizio Puddu senza stendere una lunga biografia e senza
superare i limiti di tempo che questa cerimonia impone non è sicuramente
cosa facile, ma cercherò di svolgere questo mio compito sorvolando sui
suoi anni giovanili, sulla sua formazione, sul servizio militare quale
ufficiale nell’arma della Cavalleria, sulla sua militanza nella
Democrazia Cristiana, sulla sua elezione al Consiglio Provinciale di
Torino, sull’incarico di assessore e anche sulla sua vita familiare, pur
dando atto che sono presenti la sua vedova ed uno dei figli, ai quali
rivolgo un deferente saluto.
Mi limiterò comunque a far riferimento unicamente a tre date: 13 luglio
1977, 20 marzo 1985 e 21 maggio 2007.
13 luglio 1977
Maurizio Puddu rientra a casa da una seduta del Consiglio Provinciale e,
appena parcheggiata l’auto vicino al portone di ingresso, viene assalito
da un nucleo armato delle Brigate Rosse che gli spara 14 colpi di
pistola, sette dei quali vanno a segno: tre alla gamba sinistra, uno
all’addome all’altezza del rene, tre alla gamba destra.
Trasportato all’ospedale Mauriziano in fin di vita, si salva perchè un
proiettile s’incastra nell’arteria femorale e frena l’emorragia.
Puddu può tornare in Consiglio Provinciale soltanto a fine settembre, ma
camminando faticosamente con le stampelle e sopportando sul femore una
sbarra con diciotto viti che resteranno nella gamba sinistra per sempre.
Le B.R. lo hanno azzoppato per invalidarlo, affinchè resti esemplarmente
segnato. Nel macabro rituale dei brigatisti doveva essere una punizione
infamante; diviene invece un segno di forza d’animo e d’onore.
Maurizio inizia così una nuova vita e resterà – come qualche volta
soleva scherzosamente dirmi – il classico “supin, supeta”.
Ma inizia anche la sua seria riflessione sul triste fenomeno del
terrorismo. Constata con amarezza quanto poco si faccia contro il
terrorismo che dilaga e constata anche come i politici di ogni parte
manifestino una certa indifferenza e qualche volta persino insofferenza
per quei ricordi.
Si rende conto ed è costretto a sottolineare quale scarsa attenzione
venga riservata alle ragioni ed alle aspettative delle vittime e dei
loro familiari , dimenticando il valore del sacrificio compiuto da
cittadini e servitori dello Stato per difendere la libertà e
l’ordinamento democratico.
Ogni volta che sparano a qualcuno viene invitato a partecipare ad
assemblee e manifestazioni e si convince sempre più della inderogabile
necessità che qualcosa si faccia affinché non si perda la memoria di
questo travagliato periodo ed finché si riconoscano e si tutelino i
diritti, le esigenze e le aspettative delle vittime e dei familiari
superstiti.
Giungiamo così al
20 marzo 1985
Maurizio Puddu si fa promotore e, unitamente ad altri nove di noi,
costituisce, con rogito del Notaio Aldo Billia, l’Associazione Italiana
Vittime del terrorismo e dell’eversione contro l’Ordinamento
Costituzionale dello Stato, venendone nominato Presidente, incarico che
ricoprirà fino al giorno della sua scomparsa.
Dell’atto costitutivo e del relativo Statuto il 9 aprile 1985 invia
copia al Prefetto di Torino che il 23 aprile gli risponde con la
seguente lettera, trovata tra i suoi atti. (LEGGERE LA LETTERA)
“Ho ricevuto la lettera.... auguri di buon lavoro.”
E il buon lavoro di Puddu non conosce limiti. All’Associazione si dedica
con tutte le sue forze e la sua disponibilità avendo sempre presenti le
finalità statutarie: il riconoscimento e la tutela dei diritti delle
vittime e la custodia della memoria storica degli eventi e delle vittime
che appartengono a tutta la comunità.
Promuove iniziative di approfondimento e di ricordo, numerosi dibattiti
e convegni, istituisce una giornata in memoria di tutte le vittime con
la celebrazione di una messa di suffragio, cura la pubblicazione di atti
dei convegni e allestisce una mostra fotografica in 20 pannelli
denominata “Per non dimenticare” che fa circolare in esposizione presso
molte città e scuole d’Italia.
Promuove – come Presidente dell’ Associazione – e contribuisce
all’approvazione delle leggi in favore delle vittime del terrorismo
(basti accennare alla legge 23 novembre 1998 n.407 e a quella
fondamentale del 3 agosto 2004 n.206).
In linea con i tempi, istituisce un sito internet dell’Associazione per
ampliare l’ informazione e la comunicazione.
Potrei dilungarmi ad illustrare la molteplice, preziosa e validissima
attività svolta dal nostro Puddu in 22 anni di presidenza, ma vorrei
invece, per avviarmi alla conclusione, arrivare alla terza fatidica
data, quel
21 maggio 2007, quando il cuore generoso di Puddu cessa di battere,
provocando un generale cordoglio.
Parlando, ho usato finora il tempo indicativo presente perchè Maurizio è
e resta con noi anche oggi.
Noi continuiamo comunque sulla scia delle sue indicazioni. L’AIVITER,
anche dopo la sua scomparsa, ha sviluppato ed incrementato i rapporti
con istituzioni internazionali (UE, OSCE, UNICRI) e con Associazioni di
vittime del terrorismo di altri paesi europei, costituendo una solida e
proficua rete di collaborazione, ha partecipato al Symposium sul
terrorismo indetto dal Segretario Generale dell’ONU a New York nel
settembre 2008, ha inaugurato l’11 settembre 2008 la mostra itinerante
“Anni di piombo. La voce delle vittime per non dimenticare”,
completamente rinnovata e ristrutturata con il contributo del Consiglio
Regionale del Piemonte, partecipa al progetto europeo VNET 2, Rete
europea delle vittime del terrorismo promosso dalla Commissione Europea
(Direzione Generale Giustizia, Libertà e Sicurezza) nell’ambito del
quale si inquadra la Conferenza internazionale che avrà inizio alle ore
14,00 in questa stessa sala.
In conclusione mi sembra importante un’ultima notizia. Avevamo più volte
dovuto lamentare, anche lo scorso anno in occasione della Giornata della
memoria come le leggi in favore delle vittime del terrorismo fossero
rimaste in larga parte inattuate per le enormi difficoltà burocratiche
frapposte alla concreta applicazione dei diritti riconosciuti,
infliggendo ulteriori pesanti umiliazioni ai richiedenti.
E tutto ciò mentre i terroristi che furono protagonisti dei cosiddetti
“anni di piombo” trovavano sempre più generosa ospitalità presso
istituzioni pubbliche, nelle Università, nei convegni, alla Rai e
persino al Parlamento con incarichi di prestigio, si ergevano a maestri,
divenivano destinatari di plausi, di riconoscimenti, di filmati sulle
loro gesta, trasformando così gli assassini di ieri negli eroi di oggi
con ulteriore grave oltraggio alla memoria di tutte le vittime.
Lo stesso Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva
pronunciato in quella occasione le seguenti parole:
“Vittime e familiari colpiti due volte, prima a seguito dell’invalidità
riportata o della perdita traumatica e inaccettabile di un loro
congiunto, poi dall’esposizione mediatica di alcuni dei terroristi
tornati in libertà. Lo Stato democratico, il suo sistema penale e
penitenziario, si è mostrato in tutti i casi generoso, ma dei benefici
ottenuti gli ex terroristi non avrebbero dovuto avvalersi per cercare
tribune da cui esibirsi e tentare ancora subdole giustificazioni. Chi ha
regolato i conti con la giustizia deve agire con discrezione e misura.
Le responsabilità morali non cessano per il fatto stesso di aver espiato
la pena, anche in caso di eventuale riabilitazione”.
Ed anche quest’anno, in occasione della stessa Giornata della memoria,
il Presidente Napolitano ha usato le seguenti dure parole:
“Ci sono ancora memorie romanticheggianti di quegli anni che non sono
accettabili. Non si può scambiare l’eversione, l’attacco criminale allo
Statoe alle personeper manifestazioni di dissenso o contestazione
politica. Per quelle scelte, per quei comportamenti non ci sono
giustificazioni o attenuanti”.
E noi possiamo con soddisfazione concludere informando che, per
rimediare almeno in parte a tale assurda e inaccettabile situazione, la
nostra Associazione è riuscita a realizzare, in collaborazione con il
Ministero dei Beni Culturali – Direzione Generale Cinema –e la
RAI-Radiotelevisione italiana, un film-documentario di 70’ “La parola
alle vittime” presentato lo scorso 9 maggio al Presidente della
Repubblica, che ne ha disposto la proiezione di alcuni stralci in
apertura della celebrazione della Giornata della memoria al Quirinale.
E con soddisfazione vogliamo ribadire il nostro fermo impegno a
continuare, ricordando Maurizio Puddu, la battagli contro il terrorismo
anche in termini culturali, coltivando la memoria di tutti coloro che
caddero sotto i suoi colpi e tramandando alle generazioni future un
patrimonio di valori come la libertà, la legalità, la giustizia e la
fedeltà alle istituzioni democratiche per scongiurare il ripetersi di
quei tragici eventi le cui gravi conseguenze continuiamo a pagare.