– in ricordo di Maurizio Puddu Presidente
dell’Associazione Italiana
Vittime del Terrorismo morto a Torino il 21 maggio 2007
Caro Maurizio,
Bella idea morire di maggio! Ci hai serenamente lasciato, dopo una
lunga malattia sopportata con cristiana rassegnazione. Noi, tuoi
amici e collaboratori in lacrime, non dimentichiamo il tuo impegno
di convinto democratico; la tua coerenza di combattente per la
verità e la giustizia; la tua dedizione per tutelare la memoria
delle vittime; la tua attenzione e sensibilità per condividere le
sofferenze dei familiari di tutte le vittime.
Sapevo che eri malato seriamente e me ne parlavi telefonicamente, ma
le scarne notizie non rendevano drammatico il quadro clinico. Chi
come noi è abituato a convivere quotidianamente con la sofferenza,
rischia di sottovalutare la gravità della malattia anche quando essa
è imperdonabile.
Chissà perché, mi ero stupidamente convinto che ce l’avresti fatta!
Ti ho visto, per l’ultima volta il 12 maggio, in occasione della
celebrazione della Santa Messa nella chiesa della Gran Madre di Dio,
il Pantheon della tua Torino, per ricordare tutte le vittime del
terrorismo.
Ero in chiesa e ti ho visto arrivare in carrozzella. Rimasi
impressionato dalla tua immobilità, dal colore della faccia e dalla
flebilità con cui parlavi e salutavi i presenti, che venivano a
stringerti la mano.
Mi sono seduto vicino a Te, accostando la carrozzella al mio banco.
Ti guardavo e non riuscivo a capacitarmi sulla gravità manifesta
della tua salute. Per circa 25 anni sei stato il mio migliore amico
e confidente sulle tanti iniziative e sui problemi della nostra
Associazione, condividendo speranze e delusioni a livello locale e
nazionale.
Stando, in chiesa, vicino a te in carrozzella, ti ascoltavo mentre
mi parlavi con un filo di voce, ma non capivo le parole e facevo
finta di avere compreso tutto, annuendo con la testa.
Ero però triste e turbato. Non ero abituato a vederti in quell’immobilità
assurda, conoscendo il tuo dinamismo, il tuo moto perpetuo di
comunicazione e di contatto durante gli incontri.
Dopo la S. Messa, non hai voluto mancare, all’Assemblea Annuale
della Associazione da te fondata nel lontano 1984. Hai avuto la
forza, come ogni anno, di tenerci una relazione e poi, affaticato
con un saluto di commiato e un bonario sorriso, sei corso a casa tua
dalla moglie e dai figli che attendevono con ansia il tuo ritorno.
Sono ritornato in treno a Milano con la vedova Vanna Bertelè
Marangoni. Abbiamo parlato di te, della nostra Associazione e della
tua amicizia sincera, costante,costruttiva e provvidenziale per
tutti i familiari delle vittime.
***
Il 21 maggio 2007 ero ricoverato all’Istituto Clinico Sant’Ambrogio
di Milano per il mio triste primato di 55 interventi chirurgici.
Quest’ultimo non legato, per fortuna, alla mia situazione di vittima
del terrorismo, ma di paziente comune sofferente di una fastidiosa e
voluminosa laporocele, conseguenza di un intervento di prostectomia
radicale subito nell’ottobre del 2006.
Nel pomeriggio mi è giunta la telefonata del nostro comune amico
Giovanni Berardi, che,con voce rotta dal pianto per la commozione,
mi comunicava il tuo decesso e che i funerali si sarebbero tenuti
mercoledì 23 alle ore 11, presso la chiesa della Madonna del Pilone
in Corso Casale 195.
Scusami Maurizio se non sono stato presente al tuo funerale.
L’amico Nadir Tedeschi, che tu hai ben conosciuto, è stato da me
incaricato a rappresentare le vittime lombarde e mi ha informato di
quanto ti amasse la tua Torino. La città si è stretta con affetto
solidale attorno al tuo feretro: istituzioni (Comune, Provincia,
Regione), autorità civili e militari, associazioni
combattentistiche, la società civile torinese e soprattutto i
familiari delle vittime non solo di Torino, ma provenienti da tutte
le parti d’Italia.
Persino l’on. Pierferdinando Casini, giunto da Roma a Torino, ti ha
reso omaggio.
E questo si è verificato perché tutti hanno apprezzato il tuo lavoro
e la tua azione contro l’eversione e a difesa dell’ordinamento
democratico dello Stato, delle vittime e dei loro familiari.
Ora che tu non ci sei, non potrò sperare nella continuità delle tue
telefonate e nello scambio reciproco di opinioni per operare al
meglio in futuro. Lo farò col tuo successore.
Maurizio, hai veramente combattuto la tua buona battaglia e abbiamo
riportato, sia pure tardivamente, qualche riconoscimento concreto:
la legge n. 206 che reca nuove norme a favore dei familiari delle
vittime di terrorismo e di strage di tale matrice;
la direttiva del Commissario di Governo, prossima all’approvazione,
per una sua corretta applicazione, sapendo quanto umiliazione sia
costata e continua a costare ai familiari, che si vedono spesso
negati o decurtati i diritti;
l’istituzione, da parte del Parlamento Italiano, della data del 9
maggio come “Giorno della memoria” per tutte le vittime di
terrorismo e di strage di tale matrice.
Sino al 2007 è stata solo la nostra Associazione a farlo annualmente
nella tua Torino.
Dal 2008 anche lo Stato farà il suo dovere e noi saremo sempre
presenti.
Nel tuo ricordo proseguirà il mio impegno di vittima del terrorismo
per tutelare la loro memoria e per essere a fianco dei familiari dei
deceduti e dei tanti feriti che, come te e me, portano sulle loro
carni i segni devastanti della violenza.
Alla tua cara moglie che ho sconosciuto da anni e ai tuoi
meravigliosi figli il mio fraterno abbraccio.
Con l’amicizia di sempre.
Ciao Maurizio, ci vedremo in Paradiso!
Antonio Iosa
25 maggio 2007