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Quante sono le vittime dei terroristi? La scia di
sangue si allunga con il ruotare della terra: piu'
morti che giorni. Solo in pochi attimi del 2001,
2974 caduti. A sette anni dalla strage delle Twin
Towers, l'11 Settembre e' stata scelta come data
simbolo e giovedi', in occasione della prima
Giornata mondiale contro il terrorismo indetta dalla
Conferenza internazionale, alle 17, a Palazzo
Lascaris, in via Alfieri 15, verra' inaugurata la
mostra «Anni di PIOMBO.
Le voci delle vittime per non dimenticare», promossa
da Regione Piemonte, Comitato Resistenza e
Costituzione e Associazione Vittime del terrorismo.
Ventisette pannelli ricostruiscono attentati,
assalti, omicidi e ferimenti che furono compiuti in
Italia dal 1969 a oggi: 460 morti, 4550 feriti. Ma
la rassegna fotografica svolge anche una panoramica
sulle stragi compiute in Europa, nel Mediterraneo,
nel mondo. «Per raggiungere il maggior numero di
persone - hanno annunciato Davide Gariglio e Roberto
Placido, presidente e vice del Consiglio regionale -
la mostra sara' itinerante, a disposizione delle
scuole e delle istituzioni che ne faranno
richiesta». L'Associazione italiana Vittime del
terrorismo, che fu fondata a Torino dal compianto
Maurizio Puddu, lui stesso ferito dalle Br, e da
Giovanni Berardi, figlio del maresciallo Rosario
ucciso dai brigatisti, partecipa attivamente a
questa e altre manifestazioni, spiega Luca
Guglielminetti, curatore della mostra. Dante
Notaristefano, neopresidente dell'Associazione, ha
denunciato che «dal Paese l'attenzione verso le
vittime del terrorismo e' minore rispetto a quella
riservata ai terroristi», ha evidenziato
l'inadeguatezza di leggi in favore di feriti, di
orfani e vedove di uccisi perche' «servi dello
Stato». «Proviamo amarezza - ha aggiunto - dovendo
continuare a digerire la presenza di terroristi
opinionisti in tv e sui giornali o intenti a tenere
lezioni all'universita'». Gariglio e Placido hanno
riecheggiato quanto detto recentemente dal capo
dello Stato, Giorgio Napolitano: «In tutti questi
anni, i media hanno dato piu' spazio a chi ha
combattuto il nostro sistema democratico che non a
chi l'ha difeso rimettendoci la vita. La mostra e'
un atto concreto di quale rotta tenere».
Notaristefano ha chiesto alla Regione di avere una
sede per l'Associazione. Lo stesso neopresidente,
per le Br, doveva morire. Era il 1977 e il
terrorismo stava passando dalle azioni platoniche
alle «esecuzioni». Il suo ricordo e' fresco, ancor
sofferto: «Avevo appena lasciato l'incarico di
segretario cittadino della Dc, ero consigliere
comunale a Torino ed ero segretario della Procura
generale, la mattina del 20 aprile mi trovai di
fronte una donna con una pistola, pensai a uno
scherzo, ma ebbi la prontezza di riparami dietro la
cartella in cui avevo riposto le delibere , e quel
plico mi salvo' la vita». Chi voleva la sua morte?
«Nadia Ponti sparo' per prima, e con lei Cristoforo
Piancone, quello riarrestato per rapina, e Dante di
Blasi: nessuno di loro mi ha mai cercato, tanto meno
chiesto perdono. Noi vittime e la nostra
Associazione non vogliamo vendette, ma il rispetto
della legge».
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