Tratto da
La Stampa
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Rassegna stampa
Da LA STAMPA del 13.01.2011
L'Aiviter e la vedova Ciotta contro le strumentalizzazioni
"Noi vittime delle Br riconoscenti verso Napolitano"
Notaristefano:"Anche su Battisti il Quirinale è dalla nostra parte"
di Luciano Borghesan
I presidente Giorgio Napolitano è l'autorità che per
prima, l'8 maggio del 2008, ha celebrato la Giornata della Memoria
istituita dal parlamento: noi gli siamo grati», l'Associazione Italiana
Vittime del terrorismo interviene a favore del capo dello Stato, dopo le
critiche rivoltegli, attraverso un'intervista giornalistica, da Potito
Perruggini, un nipote del brigadiere di polizia Giuseppe Ciotta, ucciso
nel 1977 dalle Brigate combattenti a Torino.
«Apprezziamo anche gli interventi del Capo dello Stato sulla questione
Battisti riconoscendo le responsabilità del nostro paese nel non aver
saputo chiarire e spiegare quanto successo negli anni di piombo» dice il
presidente dell'Aiviter, Dante Notaristefano, lui stesso sfuggito a un
assalto delle Br nel '77.
Per Perruggini, invece, Napolitano avrebbe trascurato la presenza di
gran parte dei familiari invitati all'ultima cerimonia in Quirinale;
sotto accusa anche Torino: la consegna delle medaglie d'oro è avvenuta
in un corridoio della Prefettura e in pochi minuti. «Napolitano a Roma
ha stretto tante mani, quelle delle prime file, rappresentative delle
cinquecento persone presenti - spiega Notaristefano -, e a Torino il
locale era capiente e comunque consono alla manifestazione, per di più
vorrei ricordare che {'allora prefetto Padoin ha scritto un libro in cui
ben ricorda i "servitori dello Stato" a difesa della democrazia
minacciata dai terroristi».
Oltre a Perruggini anche Bruno Berardi, figlio del commissario di Ps
ucciso a Torino dalle Br nel '78, organizza proteste a nome di familiari
delle vittime, ma l'Aiviter (300 famiglie iscritte) precisa di non avere
«alcun rapporto né con lui né con la sua associazione "Domus Civitas"».
Preoccupa il rischio di vedere strumentalizzato il dolore di madri,
vedove, figli, e magari per fini "partitici". Sia Perruggini, sia
Bruno Berardi sono stati candidati in aree della destra. Invece l'Aiviter
e i parenti delle vittime vogliono sia trasparente la loro esigenza di
verità e di giustizia, neppure sfiorata da altri interessi.
«Io sono la vedova Ciotta -dice la signora Michelina -, mio marito non
potrò più riaverlo dunque non capisco le polemiche, e non voglio farne.
Non è giusto criticare Napolitano, sono stata altre volte al Quirinale e
non sono mai andata lì per farmi stringere le mani: siamo tanti, la
cerimonia è quella, ci unisce la sofferenza, c'è solidarietà tra mamme
con figli piccoli, il dolore è uguale, e va rispettato». Anche Giovanni
Berardi, primogenito del commissario di Ps, ha telefonato al presidente
Napolitano per prendere le distanze dagli argomenti del fratello Bruno e
di Perruggini: «Lei è dalla nostra parte. Grazie».
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