
L'Associazione Italiana Vittime del Terrorismo partecipa al
lutto della famiglia per l'improvvisa scomparsa del Socio
Onorario dott. Maurio Laudi. Torino 24.09.2009 |
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Iniziative attuali
Maurizio Laudi e AIVITER
Mi sembra doveroso segnalare un aspetto delle vita di
Maurizio Laudi che è rimasta in ombra nei ricordi che si sono succeduti
in questi tristi giorni, seguiti alla sua prematura scomparsa. Mi
riferisco alla sua collaborazione con l’associazione che riunisce le
vittime e i superstiti degli anni di piombo e le loro famiglie.
Collaborazione che risale almeno a quando, nel 1998, intervenne al
convegno “Terrorismo e memoria storica. Vent’anni di solitudine: il
terrorismo e le sue vittime”. La collaborazione proseguì poi nel corso
degli anni e il magistrato volle portare la sua testimonianza quando il
fondatore dell’associazione, Maurizio Puddu, fu ricordato nella sala del
Consiglio regionale del Piemonte, pochi mesi dopo la sua morte nel 2007,
in occasione della presentazione del libro “Anni di piombo”, che
contiene tra l’altro anche una sua bella intervista, curata da Pier
Paolo Benedetto.
Quest’anno il suo impegno si era moltiplicato: in particolare lo
appassionò affrontare il problema di classificare, nelle prerogative del
Tribunale Internazionale Penale, il terrorismo come crimine contro
l’umanità. Il senso della sua partecipazione credo che emerga con
chiarezza nelle parole iniziali del suo intervento, il 21 maggio scorso,
nella Sala del Consiglio Comunale di Torino, in occasione di un convegno
internazionale, quando esordì dicendo: “Grazie per l'opportunità di
parlare e tra l'altro di parlare più che come procuratore, come socio
onorario dell'Associazione Italiana Vittime del Terrorismo (AIVITER) che
è uno, forse il più importante, riconoscimento morale che io abbia
ricevuto per i miei anni trascorsi come magistrato, giudice istruttore,
che ha condotto molto inchieste sul terrorismo in Piemonte e in Italia”.
A quell'intervento seguì, poco dopo, un importante articolo su La Stampa,
a firma di Maurizio Laudi e dal sottoscritto, presidente di AIVITER, che
riprendeva il tema del terrorismo nel diritto internazionale, partendo
dalla giusta decisione del presidente Obama di chiudere progressivamente
il carcere di Guantanamo, perché: “quando si tratta di accertare le
responsabilità individuali per crimini commessi, le scorciatoie non sono
né accettabili né efficaci.”
Aggiungo un ricordo personale. Maurizio Laudi, al quale mi legava una
lunga affettuosa amicizia per averlo conosciuto ancora studente in
giurisprudenza e averlo quindi seguito nella sua brillante carriere di
magistrato, partecipò a Madrid con una delegazione di AIVITER, lo scorso
11 marzo, alle celebrazioni per la giornata che dal 2004 il Parlamento
Europeo ha consacrato alla memoria delle vittime del terrorismo, dopo
l’attentato alla stazione di Atocha. Divenne sempre più forte il legame
con la nostra Associazione e in particolare i rapporti di preziosa
collaborazione con Luca Guglielminetti, nostro consulente per gli affari
internazionali. E con Luca Guglielminetti avrebbe dovuto tornare a
Madrid, dove era stato invitato dal Collettivo delle vittime del
terrorismo basco (COVITE), l’associazione che, con l’aiuto di magistrati
e giuristi, ha studiato la proposta di riforma dello Statuto di Roma.
Purtroppo all’ultimo non si sentì bene e Luca si trovò a leggere il
testo da Lui predisposto, che riscosse notevole interesse. Incontrò poi
di nuovo Guglielminetti, con il quale pianificarono i passi successivi
per dare respiro in Italia alla proposta basca, che dalla Spagna doveva
trovare appoggio negli altri paesi europei ai livelli istituzionali più
alti. Impresa ardua allora, ma che certo adesso, senza l’apporto della
sua intelligenza, del suo entusiasmo e della sua perizia, rischia di
diventare davvero ardua.
Abbiamo purtroppo dovuto dire addio a un collaboratore insostituibile,
addio ancora più doloroso perché abbiamo perso tutti un grande e sincero
AMICO.
Dante Notaristefano
Torino, 16 ottobre 2009
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