I GIORNATA DELLA MEMORIA DELLE VITTIME DEL TERRORISMO |
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Iniziative attuali
NATALE 2007
Caro professor Prodi,
Grazie per quanto ha voluto fare per regolarizzare la posizione di
tutte le vittime del terrorismo. Prima una trattativa lunga di mesi
con qualificati funzionari ministeriali, poi finalmente la chiara
decisione del governo: NULLA.
Avevamo creduto a quanto ci dicevano i funzionari e che la
trattativa, la loro stessa presenza, attestasse un diverso
atteggiamento del Suo esecutivo, soprattutto ora che ex terroristi
parlano nelle università o ricevono cittadinanze onorarie di qualche
Comune e sono anche consulenti e membri del suo governo. Noi,
invece, come attesta anche la decisione (non) presa in Finanziaria
saremo sempre vittime e mai ex vittime.
Il 15 di dicembre cadrà il 29mo anniversario dell’assassinio di
Salvatore Lanza e di Salvatore Porceddu, due poliziotti ventenni
ammazzati all’alba dai brigatisti mentre, semiaddormentati dopo una
lunga notte di veglia dentro un furgoncino, facevano la guardia
sotto le mura del carcere di Torino. Saremo in pochi a ricordarli,
come d’altra parte è accaduto al padre di Salvatore morto pochi
giorni fa e accompagnato solo dai parenti stretti e da chi non ha
dimenticato il sacrificio di suo figlio. In fondo è giusto, era solo
un vecchio, disperato per aver perso un figlio per questo paese, in
cambio - pensi - non ha ricevuto NULLA o quasi. Tra qualche giorno
incontrerò la sorella ed il fratello di Salvatore, anche a loro dirò
allargando le braccia: dal governo NULLA.
Le ricordo ancora in questa ricorrenza natalizia, Roberto Della
Rocca. Lei senz’altro non avrà dimenticato: gli spararono nelle
gambe a Genova tanti anni fa. Ho parlato con lui, ormai sconsolato:
“Non ce la faccio più. Due anni di lavoro, ho scritto migliaia di
pagine, centinaia di istanze e suggerimenti per i dirigenti di tutti
i ministeri; sono andato decine di volte a Roma, ho girato quasi
tutti i ministeri, tante promesse: il risultato è stato zero”. Io
l’ho subito rincuorato, gli ho detto: “Non dolertene Roberto, in
fondo non è successo NULLA”.
Poi mi ha telefonato Sergio Palmieri, sono sicuro che non avrà
dimenticato di quando lo gambizzarono le Brigate Rosse quasi trent’anni
or sono, perché lui è un recordman: ha subito 63 operazioni alle
gambe, poiché lo shock dell’attentato gli ha scatenato una forma di
diabete che non permette alle sue ferite di rimarginare. In questo
ha anche superato Antonio Iosa di Milano, gambizzato, che ha la
stessa malattia, ma di interventi ne ha subito solo 56. Con loro
sarà più facile cavarmela, li liquiderò in un battibaleno, basterà
dire loro “NULLA” e capiranno subito: sa, professore, in materia
sono navigati.
Tra pochi giorni sarà Natale anche a casa mia. Da trent’anni abbiamo
l’usanza di apparecchiare la tavola con un posto in più che rimane
sempre vuoto: l’ha lasciato vuoto mio padre trent’anni fa, quando
dei brigatisti lo ammazzarono. E per questo sacrificio anche noi
abbiamo ricevuto NULLA.
Anche Alberto Torreggiani – ricorda? I terroristi spararono al papà
uccidendolo, un proiettile lo colpì alla spina dorsale e da allora è
costretto su una sedia a rotelle – anche lui è venuto a Roma a fare
il giro dei ministeri, con dei pacchi di istanze, ma ha dovuto
desistere. In molti ministeri non c’è l’accesso per i disabili.
Abbandonando la partita, mi aveva detto: “Vedrai, da tutti ’sti giri
ne ricaveremo NULLA”.
Certo, ci rendiamo conto benissimo, prima di noi, nell’interesse del
Paese, ci sono cose ben più importanti, tantissime altre questioni
che esigono tutto il Suo impegno… Bisogna avere pazienza, in queste
cose bisogna avere pazienza. Lo so perché sono trenta anni che ne
ho, sono così convinto di questo che l’ho ripetuto anche a Paolo
Bolognesi. Ricorda? Il presidente dell’Associazione delle vittime
della strage del 2 agosto a Bologna. Quest’anno sul palco ero
presente anch’io, lei tenne davvero un bel discorso, io Le strinsi
anche la mano, eravamo sicuri, noi vittime del terrorismo, Lei il
capo del governo aveva promesso: “La legge per le norme a favore
delle vittime del terrorismo sarà applicata senz’altro da questo
governo”. Anche se questo non è avvenuto a chi vuole che interessi:
è quasi NULLA e poi il prossimo 2 Agosto è così lontano… l’ho detto
a Paolo Bolognesi, c’era anche Manlio Milani, il presidente
dell’Associazione delle vittime di Piazza della Loggia a Brescia,
che era d’accordo con me, “ci vuole pazienza, ci vuole tempo”.
Quando avrà, appunto un po’ di tempo e andrà in Parlamento, sempre
tenuto efficiente ed in ordine dal segretario Sergio D’Elia, se
vorrà, prof. Prodi, potrà fare ancora qualcosa per noi vittime del
terrorismo, ma senza affanni, con calma, tanto lei lo sa benissimo,
il tempo passa: molti dei feriti o gambizzati che erano
sopravvissuti sono ormai morti per anzianità e poco importa se non
hanno ricevuto nessun riconoscimento o beneficio.
Grazie professore, davvero grazie, per tutto quello che con il Suo
governo ha voluto dare alle vittime del terrorismo, il bel discorso
di Bologna, la fattiva collaborazione di funzionari che si sono
prodigati in promesse, il bel NULLA finale, perfetta sintesi di una
situazione e di una scelta: forte e deciso coi deboli, quasi segno
simbolico del Suo potere.
Buon Natale, presidente, che il panettone Le sia lieve.
Giovanni Berardi, presidente dell’Associazione Italiana Vittime del
Terrorismo.
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