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Iniziative attuali
Milano 8 Giugno 2006
Alla cortese ed urgente attenzione dell’on. Clemente Mastella Ministro
della Giustizia
Ministro.
Scriviamo a nome di molti amici colpiti dal terrorismo nei cupi anni di
piombo e dei familiari di vittime non presenti.
Condividiamo la necessità di forme di clemenza patrocinate, tra l’altro,
in un celebre discorso tenuto alla Camera dei Deputati dal compianto
Papa Giovanni Paolo II.
Siamo anche d’accordo sul fatto di escludere i delitti di mafia e
pedofilia.
Non siamo d’accordo, invece, se l’amnistia dovesse riguardare i gravi
reati commessi dagli autori di stragi, delitti, ferimenti sia da parte
dei terroristi rossi che neri.
L’opinione pubblica è scandalizzata dal modo con il quale alcuni
partiti, abbiano ingaggiato e premiato autori di stragi e di atti di
terrorismo.
La recente elezione di un ex terrorista, ora deputato, ad una carica
parlamentare importante, è un vero scandalo.
Perdonare non significa dimenticare, né vuol dire premiare: questa è
palese ingiustizia.
Anche la grazia a Bompressi come primo atto della legislatura di centro
sinistra, ha meravigliato non tanto nel merito, ma proprio perché “primo
atto importante della nuova legislatura”.
Attenti alla grazia a Sofri, senza che questi almeno dichiari qualche
responsabilità morale nel delitto Calabresi e alla famiglia del quale va
tutta la nostra prioritaria solidarietà.
Abbiamo l’impressione che la Cronaca e la Storia, le facciano persone
che hanno colpito i servitori dello Stato e cittadini inermi e che
esista una corporazione di giornalisti e di parlamentari, nei due
schieramenti di maggioranza ed opposizione, che, in virtù di una assurda
campagna di pacificazione, continua a dare una legittimazione politica
postuma al terrorismo.
Così non va!
Non vorremmo diventare pentiti di avere avuto da circa quarant’anni una
coerente militanza democratica sia nel passato che nel presente.
Non diciamo di più di fronte a fatti e disattenzioni che ci amareggiano.
C’è il rischio che cada ogni ragione, per noi, di continuare ad
impegnarci a dimostrare che non hanno sbagliato coloro che hanno pagato
e lottato per difendere la democrazia nel nostro Paese, contro la
barbarie dell’antagonismo armato, che ha segnato la storia della “Notte
della Repubblica”.
Rivendichiamo per i terroristi non clemenza o amnistia, ma giustizia e
certezza della pena. Per le vittime reclamiamo il dovere della “memoria”
per una coscienza civile e per educare le nuove generazioni al ripudio
della violenza politica.
Maurizio Puddu, Tito Berardini, Vanna Bertelè
vedova Luigi Marangoni, Lidia del Vecchio vedova Emilio De Buono,
Antonio Iosa, on. Nadir Tedeschi.
Per delega: il presidente della Fondazione Carlo Perini
Antonio Iosa
ferito dalle brigate rosse il 1 aprile 1980
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