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Iniziative attuali
Considerazioni dell’Associazione italiana vittime del terrorismo sul testo unificato C 2725 Bornacin - C 3105 Bielli “Nuove norme in favore delle vittime del terrorismo e delle stragi” approvato con emendamenti, dalla Commissione I° Affari Costituzionali C. il 31/7 c.a..
Il testo licenziato si presenta lacunoso perché si è voluto improvvisamente
accelerare dopo mesi di ritardo dalla presentazione della proposta Bornacin (9/5/2002) a cui nel frattempo erano stati aggiunti aggiornamenti da parte nostra, di cui non si è preso atto.
L’aggiunta nel testo Unificato del termine 'stragi' crea problemi. Infatti tale dizione offre lo spazio a interpretazioni di varie genere. Interpretazioni che possono dar origine ad una difficile casistica ed anche ad una difficile quantificazione dei casi:
ad esempio, sono comprese “Ustica”? “Uno Bianca“? O anche incidenti
di varia natura (ferroviari, automobilistici, d'aereo, etc.)?
Sembra quasi superfluo sottolineare che le stragi aventi matrice terroristica e dichiarate tali con sentenza
definitiva come, ad esempio, quella di Bologna, già rientrano nella normativa originariamente richiamata dal
testo C. Bornacin (VITTIME DEL TERRORISMO).
1) la non abrogazione del comma 6 dell’art. 82 della legge 23 dicembre 2000,
n° 388 comporta l’estensione automatica delle norme di maggior favore in vigore per le vittime del terrorismo anche alle vittime della criminalità organizzata;
2) L’allargamento della base dei beneficiari (vittime del terrorismo + vittime della criminalità organizzata), supponendo comunque risolta la soluzione interpretativa “stragi”, comporterebbe inevitabilmente la diminuzione dell’indennità “una tantum” e di conseguenza:
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L’abbassamento del tetto del risarcimento in caso
di morte, come da originaria proposta “Bielli’ a euro 516.456 contro l’originaria proposta dell‘Associazione italiana vittime del terrorismo di euro 1.926.536 (CERMIS e, di fatto, Linate);
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allo stesso modo il riconoscimento del valore punto di invalidità a euro 19.625 (valore punto richiamato anche nella nostra proposta), prevederebbe purtroppo un tetto massimo di soli euro 516,456 per gli invalidi, per di più raggiungibile con soli 26 punti di invalidità (e le invalidità superiori?).
3) Non è stato considerato il danno psicologico con la mancata applicazione delle tabelle Ministero della Sanità del 1992.
Il testo riunificato in sintesi non consente di raggiungere, in aggiunta a quanto già segnalato ai punti 1), 2) e 3), i seguenti altri obiettivi minimi che l’Associazione italiana vittime del terrorismo ritiene debbano essere
comnseguiti con una nuova legge condivisa:
• una legge specifica riservata alle sole “VITTIME DEL TERRORISMO”, con istituti normativi e trattamenti economici adeguati ed in linea con i risarcimenti applicati in campa assicurativo
europeo (per morte circa 2.000.000 di cure, peraltro già riconosciuti per il Cermis e di fatto anche per la tragedia di Linate):
• il riconoscimento ad ogni effetto di legge di invalidi di guerra e superstiti di caduti di guerra;
• la parificazione della misura dei trattamenti pensionistici e la loro esenzione fiscale totale per tutte le vittime;
• il trattamento “una tantum” per gli invalidi, inclusi i casi di revisione, come confermato da numerosi medici-legali interpellati, che deve risultare sempre superiore all’indennità prevista in caso morte e proporzionale alla inabilità (ad es. per un invalido al 100% deve essere previsto un importa nettamente superiore a quello riconosciuto per il caso morte, per consentire il risarcimento anche di maggiori spese future);
• l’eliminazione completa del contenzioso giuridico già aperto su diverse norme dell’attuale normativa (ad es.: collocamento, le due annualità, l’assegno vitalizio, il trattamento pensionistico e relativa fiscalità, ecc…) mediante la previsione di norme di maggior favore, contenute in alcuni emendamenti già predisposti dall’Associazione; tale previsione realizzerebbe la totale perequazione dei trattamenti tra pubblici e privati, nonché la piena parificazione delle provvidenze riservate ai familiari degli invalidi con inabilità superiore ai 25% e ai famigliari dei deceduti;
• la definizione di un “iter” procedurale semplificato e con termini certi per il riconoscimento dei benefici, senza attendere
i tempi biblici che le vittime del terrorismo hanno dovuto subire nel
passato ed anche attualmente ( es: borse di studio, ancora oggi in attesa della liquidazione dopo 5 anni, gli assegni vitalizi con tempi di attesa di oltre 3 anni, ecc....);
• una legge di fatto regolamentata che, come prospettato con i nuovi emendamenti predisposti dalla Associazione, rappresenti anche “un nuovo testo unico” per le vittime del terrorismo, atto a riportare dalla sua emanazione, chiarezza e certezza a tutta la materia, e senza attendere l’emanazione dei futuri (quando?) e necessari regolamenti, per l’ esecuzione dei provvedimenti
attuativi. L’obiettivo di un testo unico è stato peraltro richiamato anche nell’art. 17 del progetto unificato prevedendo che venga attuato, tramite
un' espressa delega al Governo, non immediatamente ma nell’anno successivo all’emanazione dalla legge
riunificata. Questo testo unico, nella previsione del testo unificato, dovrebbe riunire e razionalizzare tutte le disposizioni vigenti recanti norme in favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, pur non facendo parte quest’ultima
categoria dei beneficiari della proposta di legge originaria “Bornacin”.
Si ribadisce che è stato licenziato, dalla Commissione un testo definito “unificato”, inviato alle altre Commissioni per i prescritti pareri, senza che la nostra Associazione fosse audita, senza che avesse neppure il tempo di pronunciarsi sui “cambiamenti" almeno con qualche suggerimento, onde evitare che si prospettino difficoltà di
attuazione della legge, come già avvenuto in passato
per problemi di carattere burocratico. Per non parlare del fatto che ci pare di difficile quantificazione la somma da stanziare rispetto agli
aventi diritto individuabili e presumibili. Questo, riferito alle risorse finanziarie dello Stato, dovrebbe
essere invece ben “individuato” nella Finanziaria.
Ritenevamo che si fosse ben compreso che, attraverso la proposta “Bornacin “ da noi
aggiornata, si chiedeva di tenere conto di persone che avevano subito offese e danni
spesso originate anche da “inadempienze" o "inefficienze"
delle istituzioni, tarde a capire ed a colpire il terrorismo. Le stesse che poi ancora avevano
dovuto subire ulteriori beffe con risarcimenti “avari” preceduti in vari casi da
burocratiche o fiscali verifiche, nonostante la notorietà e dell’evento.
Si domanda pertanto la presa in considerazione dei nostri aggiornati emendamenti per evitare ancora una volta che le vittime del terrorismo e
i loro superstiti (nella dizione originariamente indicata) debbano poi subire (come già accaduto con le
leggi e regolamenti del settore, in
precedenza emanati) di vedersi in vari casi rifiutate, ritardate, omesse o ïnterpretate sfavorevolmente le articolazioni delle
leggi che al momento del varo sembravano soddisfacenti, ma che si sono poi rivelate soggette a
"tranelli" burocratici perché sterilizzate da interpretazioni che rendono di fatto non praticabile il percorso di applicazione dei diritti.
Le forze politiche e il Parlamento dovrebbero pertanto, anche alla luce del riaffacciarsi del terrorismo di matrice nazionale, non liquidare le vittime di tale fenomeno con provvedimenti
ambigui e non mirati.
In particolare, deve essere prestata attenzione agli invalidi, “memoria” vivente di tante orribili gesta dei terroristi.
Torino 9 ottobre 2003
Il presidente, Maurizio Puddu
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