AIVITER AL FORUM GLOBALE
DELL'ANTITERRORISMO DI NEW YORK
Aiviter è l'associazione Italiana invitata dal Ministero degli Esteri
italiano a rappresentare le vittime del terrorismo al Forum Globale
dell'Antiterrorismo che si terrà giovedì 22 settembre a New York, voluto
dal Presidente USA, Barak Obama e organizzato dal Dipartimento di Stato.

Global Counterterrorism Forum (GCTF)
PRESS RELEASE

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Eventi

LA DIPLOMAZIA DELLE VITTIME
Non sembri strano che le vittime del terrorismo
abbiano necessità di un'opera diplomatica. Ciò è dovuto al fatto che il
terrorismo è sempre internazionale. Anche il più endogeno dei terrorismi
svilupperà, e in passato ha sviluppato, volente o nolente, interessi
internazionali per quella semplice cinica dinamica che porta a
considerare l'instabilità di un paese afflitto da terrorismo un
vantaggio per il paese limitrofo, seppur nominalmente amico ed alleato.
L'instabilità dell'Italia ai tempi degli anni di piombo, così come
quello della Spagna ancora oggi afflitta dall'indipendentismo basco
dell'ETA, sono stati almeno in passato - ad esempio - per la Francia,
occasione di interessata ospitalità di terroristi sul suo suolo
nazionale.
Diplomazia quindi, come già successo nel 2008 quando, solo grazie ai
buoni uffici dell'Associazione Francese delle Vittime del terrorismo, il
Presidente Nicolas Sarkozy ricevette una delegazione della nostra
Associazione sul caso della mancata estradizione dell'ex brigatista
Marina Petrella. Così come qualche giorno addietro abbiamo concordato
con la medesima Associazione Francese una nostra presa di distanza dal
sindaco di Parigi, che da una parte invitava al suo municipio per un
aperitivo i partecipanti convenuti al VII Congresso Internazionale
delle Vittime del terrorismo, mentre dall'altra - dal 2004 fino a
pochi mesi fa - difendeva il leader dei Proletari Armati per il
Comunismo, Cesare Battisti, conferendogli la cittadinanza onoraria ed
offrendogli la protezione della Città di Parigi.
I risultati di questa azione diplomatica, va ammesso, sono purtroppo
deludenti: la promessa del Presidente francese di rispondere per
iscritto alle rimostranze espresse dal nostro Presidente a nome dell'
Associazione, come il proposito del Sindaco di Parigi di incontrare la
nostra delegazione per un chiarimento, non hanno avuto finora alcun
seguito.
Ma è necessario perseverare. E' necessario perché riconoscimenti sul
ruolo che le vittime possono svolgere nella stessa lotta al terrorismo
sono ormai giunti a livello internazionale. La scorsa settimana è stato
riconosciuto a Bruxelles dalla Commissione Europea, nei prossimi
giorni lo sarà anche da parte del Governo degli Stati Uniti. Il
Segretario di Stato Hillary Clinton ha infatti chiesto ai
Ministri degli Esteri dei 29 paesi invitati con l'Unione Europe a New
York al
Global Counter Terrorism Forum fissato per giovedì prossimo,
di includere nelle loro delegazioni i rappresentati delle vittime del
terrorismo. Questo non solo per ricordare insieme il recente decennale
dell'11 settembre, ma per assegnare con la nuova strategia USA nella
lotta al terrorismo, un ruolo preciso alla società civile che è
l'obiettivo di morte di ogni terrorismo. Un ruolo che alla risposta
bellica, sostituisce la diplomazia e la persuasione: ad esempio, la
forza della retorica che la voce delle vittime può esprimere contro la
narrazione dei radicalismi che serpeggiano in giro per il mondo
alimentando violenza e terrore.
Torino, 19 settembre 2011
Dante Notaristefano, Presidente Aiviter
Luca Guglielminetti, Relazioni internazionali Aiviter
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