
Carlo Ala

La Stampa del 2 febbraio 1980

L'infermeria bruciata della Framtek, dopo l'attentato
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| (cognome, nome e
professione) |
Carlo Ala, sorvegliante alla Framtek di Settimo T.se |
| (luogo e date di
nascita) |
Nato nel 1921 |
| (luogo e date
dell'attentato) |
Settimo T.se (To), 31 gennaio 1980 |
| (luogo e date di morte) |
Settimo T.se (To), 31 gennaio 1980 |
| (descrizione
attentato) |
La sera del 31 gennaio 1980, alle 21,50, è appena arrivato il bus che ha accompagnato i 40 operai del turno di notte alla Framtek.
Nella guardiola dello stabilimento ci sono Carlo Ala ed il collega Giovanni Pegorin. Vi sono inoltre l’autista dell’autobus, De Marchi, e Mario Lutri, agente dell’istituto di sorveglianza “Orione”.
Dal buio escono quattro individui armati che prendono in ostaggio i sorveglianti e li spingono nella guardiola.
Sbucano altri due terroristi: si dirigono verso l’infermeria e
lanciano delle bottiglie incendiarie che esplodono. Oltre la parete di fondo c’è la centralina del metano che potrebbe innescare
lo scoppio degli altiforni della Framtek.
I terroristi tornano alla guardiola e fanno sdraiare Ala e portano Pegorin dietro i bagni, infine
sparano 10 colpi che crivellano il corpo di Carlo Ala e feriscono Giovanni Pegorin. Carlo Ala muore dissanguato
mentre arriva in ospedale. Lascia la moglie e le figlie Cristina di 26 anni, Caterina di 24 e Maria Pia di 21.
Il commando di brigatisti riesce a fuggire su due auto inseguite dai colpi di pistola dell’agente Lutri che reagisce dopo essersi ripreso dallo smarrimento.
Carlo Ala è il primo operaio del gruppo Fiat a cadere
assassinato da terroristi. |
| (biografia) |
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| (rivendicazione,
autori) |
“Siamo un gruppo di fuoco comunista” è ciò che dichiara il commando durante l’assalto alla Framtek. L’azione viene rivendicata dai Nuclei Comunisti Territoriali. |
| (stato
processuale) |
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| (status
famigliari) |
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| (note) |
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