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Schede/1980/ALBANESE



Alfredo Albanese

 


La Gazzetta del Mezzogiorno, 13 Maggio 1980

 

 
(cognome, nome e professione) Alfredo Albanese, Commissario capo di P.S. di Venezia, responsabile della Sezione Antiterrorismo, Vice Questore aggiunto. Medaglia d'oro al valor civile alla memoria. Insignito del "Paul Harris Fellow" dal Rotary International.
(luogo e date di nascita) Nato a Trani (BA) il 9 gennaio 1947
(luogo e date dell'attentato)  Mestre (Ve), 12 maggio 1980
(luogo e date di morte)  Mestre (Ve), 12 maggio 1980
(descrizione attentato) Il mattino del 12 maggio 1980 il Commissario Albanese, nei pressi della sua abitazione, è affrontato da un commando delle Brigate Rosse e crivellato di colpi. Muore durante il trasporto al policlinico Umberto I, lasciando la moglie Teresa in attesa del primo figlio.
(biografia) Laureatosi alla Facoltà di Giurisprudenza di Bari nel 1971, nel 1974 vince un concorso per Segretario Comunale e si trasferisce a Candia Canavese (TO). Nel 1975 supera il concorso   della Pubblica Sicurezza ed entra come funzionario nella Questura di Venezia. Nel 1977 mantiene per vari mesi la direzione del Terzo Distretto di Polizia di Mestre, nel 1979 è trasferito alla Digos della Questura di Venezia a capo della sezione Antiterrorismo. Nel dicembre 1979 è promosso Commissario capo.
Impegnato in attività investigativa per l'omicidio del vicepresidente della Montedison di Marghera, l'ing. Sergio Gori, per il traffico internazionale di armi, sulle forze eversive "Autonomia Operaia" e "Brigate Rosse", opera in stretta collaborazione con il giudice Calogero ed il generale Dalla Chiesa.
(rivendicazione, autori) L’omicidio di Albanese è rivendicato dalle Brigate Rosse sia con una telefonata che con un volantino rinvenuto in un cestino dei rifiuti in campo S. Barnaba. Gli autori sono individuati ed arrestati a seguito delle indagini che porta alla scoperta dei covi di Jesolo e Udine.
(stato processuale) La Corte d’Assise di Venezia condanna Marco Fasoli, Nadia Ponti, Marinella Ventura (graziata dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro nel dicembre del 1997) e Vincenzo Guagliardo all’ergastolo. Emanuela Bugitti e Massimo Gidoni hanno rispettivamente una condanna a 16 anni e 6 mesi e a 16 anni di reclusione. Marina Bono che aveva 19 anni quando uccise il funzionario, è condannata a 13 anni e 7 mesi di carcere (scarcerata dopo sei anni, nel 1986). Vittorio Oliviero è condannato a 16 anni di reclusione (scarcerato dopo sette anni, nel 1987). Sandro Galletta, Andrea Varisco e Michele Galati (scarcerato dopo sette anni nel 1987) sono condannati nell’ordine a 5 anni, 4 anni e 6 mesi, 16 anni di reclusione. Infine, una condanna a 16 anni anche a Mario Moretti.
(status famigliari) -
(note) Intervista alla vedova, da Gente Veneta:
http://www.genteveneta.it/2001/albanese.htm  

 

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