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| (cognome, nome e
professione) |
Fedele Calvosa, procuratore capo della repubblica |
| (luogo e date di
nascita) |
Castrovillari (CS), 3 ottobre 1919 |
| (luogo e date
dell'attentato) |
Patrica (FR), 8 novembre 1978 |
| (luogo e date di morte) |
Patrica (FR), 8 novembre 1978 |
| (descrizione
attentato) |
Ogni mattina, così, una Fiat 128 blu al servizio
di Stato va a Patrica a prendere a casa il procuratore capo Fedele
Calvosa per portarlo a Frosinone. Alla guida c’è
Luciano
Rossi: un giovane di Sgurgola poco più che ventenne, da appena
due mesi entrato come impiegato civile ai Ministero di Grazia e
Giustizia. E’ stato scelto per essere l’autista del magistrato, in
sostituzione di
Giuseppe Pegliei, di 29 anni, agente di
custodia che lo accompagna perfargli da guida.
Fedele Calvosa un uomo puntuale, fa attendere poco e, infatti,
esce subito. Sale sulla macchina, si avvia giù per la discesa
lungo la strada comunale che dopo un’ampia curva si innesta nella
provinciale.
Ore 8:30. L’auto blu rallenta dieci metri prima di imboccare la
provinciale. E’ il momento dell’agguato.
In tre, con pistola e mitra, si parano dinanzi alla Fiat 128 ed
aprono subito fuoco. Il primo a cadere è Giuseppe Pagliei poi
Fedele Calvosa. Luciano Rossi, ferito alle gambe, tenta di fuggire
precipitandosi fuori dall’auto. Apre la portiera e cade nel
fossato che fiancheggia la strada. Uno dei tre lo scorge e lo
finisce con un colpo al volto. |
| (biografia) |
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| (rivendicazione,
autori) |
Rivendicato dalle Unità Comuniste Combattenti |
| (stato
processuale) |
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| (status
famigliari) |
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| (note) |
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