
Fausto Dionisi
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| (cognome, nome e
professione) |
Fausto Dionisi, agente di P.S. |
| (luogo e date di
nascita) |
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| (luogo e date
dell'attentato) |
Firenze, 20 gennaio 1978 |
| (luogo e date di morte) |
Firenze, 20 gennaio 1978 |
| (descrizione
attentato) |
Un commando di terroristi ha preparato un’azione
volta alla evasione di alcuni detenuti dal carcere di Firenze,
allorché c’è l’intervento di una pattuglia della Polizia. Il
conflitto a fuoco che si origina ferma l’evasione, ma l’agente
Dionisi viene colpito ed ucciso, mentre l'agente Dario Atzeni,
colpito da quattro proiettili all’altezza dell’inguine, verrà
salvato dopo un disperato intervento chirurgico. Il terzo agente,
fortunatamente illeso, risponde al fuoco dei terroristi, che gli
lanciano contro una bomba a mano e riescono a fuggire.
La guardia Fausto Dionisi lascia la moglie ed una figlia in tenera
età. |
| (biografia) |
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| (rivendicazione,
autori) |
La responsabilità del fatto è attribuita
all’organizzazione di estrema sinistra Prima linea e pochi mesi
dopo i membri del commando vengono arrestati. |
| (stato
processuale) |
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| (status
famigliari) |
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| (note) |
Fra gli organizzatori del piano figura Sergio
D’Elia, allora esponente di spicco di Prima Linea. Arrestato nel
maggio del ’78, viene condannato per concorso in omicidio, in
qualità di mandante, a trent’anni di reclusione, poi ridotti a 25
in appello ed infine dimezzati in applicazione della legge sulla
dissociazione dal terrorismo e per altri benefici di legge,
venendo scarcerato dopo dodici anni. Nel 1993 milita nel Partito
Radicale e fonda l’associazione “Nessuno tocchi Caino”.
Nel 2000 è riabilitato, con sentenza del Tribunale di Roma.
Nel 2006 viene eletto al Parlamento Italiano quale deputato del
partito Rosa nel Pugno ed ottiene l’incarico di Segretario della
Camera dei Deputati. |
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