
Licio Giorgieri
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| (cognome, nome e
professione) |
Licio Giorgieri, Generale dell’Aeronautica Militare |
| (luogo e
data di
nascita) |
Nato a Trieste, 1 giugno 1925 |
| (luogo e
data
dell'attentato) |
Roma, 20 marzo 1987 |
| (luogo e
data di morte) |
Roma, 20 marzo 1987 |
| (descrizione
attentato) |
Il generale Giorgieri percorre con l’auto di servizio
via del Fontanile Arenato a Roma per rientrare a casa la sera. Un commando dell’Unione Comunisti Combattenti gli spara
cinque colpi, uccidendolo. L’autista Narcelli, militare di leva, rimane illeso. Giorgieri lascia la moglie Giorgia Pellegrini e la figlia Luisa Gioia Giorgieri, deceduta il 13 maggio 1994 per un tumore.
Il generale aveva subito intorno al 9 o 10 Dicembre 1986 un attentato andato a vuoto nei pressi del luogo dell’effettivo successivo omicidio e da tempo aveva inoltrato richiesta di protezione a mezzo scorta o macchina blindata,
ma gli era stata negata. |
| (biografia) |
Si laurea in Ingegneria navale e Meccanica nel 1949 all’Università di Trieste e nel 1950 supera il concorso nazionale per esami per la nomina in
servizio permanente effettivo del Genio aeronautico ed è nominato
tenente.
Il percorso militare e professionale è scandito sia dai successivi avanzamenti di carriera,
sia dai riconoscimenti in ambito professionale specifico. L’insegnamento all’università di Roma e Trieste ed il conseguimento, nel 1962, della libera docenza in
'Razzi e propulsione spaziale', segue di pari passo la nomina al
ministero della Difesa per i programmi di ricerca e sviluppo e l’insegnamento presso la Scuola di Guerra
aerea di Firenze. Nel 1983 è promosso Generale ispettore, nominato capo del corpo del genio Aeronautico e
direttore generale della Direzione generale delle Costruzioni delle Armi e degli Armamenti
aeronautici e spaziali. Diviene professore Associato presso la facoltà di Ingegneria dell’università di Trieste. E’ insignito di diverse onorificenze italiane e straniere quali: Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica
italiana, Grande Commendator dell’Orden do Merito Aeronautico della Repubblica Federativa
brasiliana ed è decorato della Medaglia Mauriziana. |
| (rivendicazione,
autori) |
L’attentato è rivendicato dal Commando dell’Unione Comunisti Combattenti. |
| (stato
processuale) |
I Carabinieri di Roma alcuni mesi dopo scovano gli
assassini; l’istruttoria della magistratura indaga 56 persone per il delitto Giorgieri e si giunge ad un processo di prima e seconda istanza che si conclude nel 1989 con la condanna di secondo grado di Claudia Gioia, Francesco Maietta, Maurizio Locusta, Paolo Persichetti con pene oltre i 20 anni.
La vedova e la figlia Luisa Gioia Giorgieri si erano costituite parte civile |
| (status
famigliari) |
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| (note) |
"...La vedova,
70 anni, preside di una scuola media della capitale, che andrà
il pensione il 1 settembre prossimo, ha rivelato di aver detto
'no' pochi mesi fa alla richiesta di grazia per un ex esponente
dell' Unione comunisti combattenti, Francesco Maietta, anche lui
condannato, a 28 anni, per l'omicidio del marito, ed attualmente
in regime di semilibertà e detenuto nello stesso carcere dove
è finito Persichetti. «La memoria di chi è stato ucciso per
aver servito lo Stato deve rimanere viva», ha detto la vedova,
che quattro anni fa, espresse perplessità nei confronti del
senatore Francesco Cossiga che era presente al matrimonio di
Maietta con una volontaria impegnata nell'assistenza ai detenuti
a Rebibbia." (da La Nazione del 26 agosto 2002) |
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