
Salvatore Lanza

La Stampa, 16 Dicembre 1978
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| (cognome, nome e
professione) |
Salvatore Lanza, guardia di P.S. Medaglia d’Oro alla memoria. |
| (luogo e date di
nascita) |
Nato a Catania nel 1957 |
| (luogo e date
dell'attentato) |
Torino, 15 dicembre 1978 |
| (luogo e date di morte) |
Torino, 15 dicembre 1978 |
| (descrizione
attentato) |
Nella notte, Salvatore Lanza, insieme a Salvatore Porceddu, è di guardia in un pulmino sotto il muro di cinta delle carceri “Nuove”
di Torino. All'alba arriva una 127 rossa con tre giovani a bordo: una raffica di mitra e poi due colpi di lupara. Un’azione rapidissima, i colleghi
delle Nuove e di una vicina caserma vedono solo la vettura in fuga. Lanza e Porceddu muoiono a 21 anni.
Lanza lascia la madre Bruna Moretti, il padre Matteo e due sorelle e un fratello minori. |
| (biografia) |
Si è arruolato in Polizia il 16 settembre 1976, ha frequentato per la formazione
la scuola allievi guardie di Alessandria, poi è trasferito a Torino presso il IV gruppo, reparto aggregato alla questura
per i servizi di piantonamento e di ordine pubblico. |
| (rivendicazione,
autori) |
Una telefonata all’Ansa delle Brigate Rosse indica in Via
Tripoli 37 il luogo ove rinvenire un volantino di rivendicazione. |
| (stato
processuale) |
Nel 1979 vengono spiccati 4 mandati di cattura contro Giuseppe Mattioli, Vincenzo Acella, le sorelle Carmela e Claudia Cadeddu. L’accusa è di concorso in omicidio per l’uccisione degli agenti Lanza e Porceddu e su tutti incombe anche l’accusa di partecipazione a banda armata. Mattioli riesce a far perdere le sue tracce, ma successivamente è arrestato dopo una brillante operazione dei Carabinieri guidati da Dalla Chiesa che porta anche alla individuazione di covi, materiali e all’arresto di altri brigatisti. Nel 1980 sono rinviati tutti a giudizio per banda armata. A Prospero Gallinari viene inflitto un terzo ergastolo per concorso morale
per gli omicidi di Lanza e Porceddu. |
| (status
famigliari) |
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| (note) |
E’ intitolato a lui ed al suo collega Porceddu il Centro
professionale di Strada delle Cacce. Una lapide è posta dal Comune sul luogo
dell'eccidio. |
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