
Luigi Marangoni

L'auto di Marangoni dopo l'attentato

La Repubblica del 18 Febbraio 1981
|
|
| (cognome, nome e
professione) |
Luigi Marangoni, medico, direttore del Policlinico di Milano. |
| (luogo e date di
nascita) |
Nato nel 1938 |
| (luogo e
data
dell'attentato) |
Milano, 17 febbraio 1981 |
| (luogo e
data di morte) |
Milano, 17 febbraio 1981 |
| (descrizione
attentato) |
Alle 8,20 del mattino Luigi Marangoni esce con l’auto
dalla rampa del garage per recarsi al lavoro. Il commando è già lì in
agguato. In quattro, armati di mitra e di lupara, bloccano subito l’auto di Marangoni e sparano in tre su di lui. Il bersaglio non è difficile poiché,
nonostante le minacce ricevute, non è scortato. Il corpo del dott. Marangoni viene crivellato di colpi, così come l’auto.
I terroristi fuggono, riescono ad allontanarsi e a far perdere le loro
tracce nonostante che un’auto della Questura con targa civile accorra richiamata dagli spari e il funzionario ed il suo autista ingaggino uno scontro a
fuoco coi banditi.
La corsa al Policlinico sarà inutile e Marangoni muore lasciando la moglie Vanna Bertelè , la figlia Francesca di 17 anni e Matteo di 15 anni. |
| (biografia) |
Luigi Marangoni dirige il Policlinico di Milano che, tra gli ospedali milanesi, è quello dove trova maggior esca il proselitismo delle B.R.
Il dirigente si è sempre opposto a questo clima di tensione e ha cercato di
sanarlo con provvedimenti disciplinari ed esposti alla magistratura. Ha ricevuto molte minacce culminate nella sua efferata uccisione. |
| (rivendicazione,
autori) |
L’uccisione viene rivendicata con una telefonata ad un giornale a nome delle Brigate Rosse – colonna Walter Alasia – brigata Fabrizio Pelli. |
| (stato
processuale) |
- |
| (status
famigliari) |
- |
| (note) |
- |
|