
Giuseppe Mazzola
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| (cognome, nome e
professione) |
Giuseppe Mazzola, appuntato in congedo dell’arma dei Carabinieri, impiegato presso la sede dell’ MSI-DN di Padova, si occupa di segreteria e contabilità. |
| (luogo e date di
nascita) |
Nato a Telgate (Bg) il 21/04/1914 |
| (luogo e date
dell'attentato) |
Padova, 17 giugno 1974, ucciso insieme a Graziano
Giralucci |
| (luogo e date di morte) |
Padova, 17 giugno 1974 |
| (descrizione
attentato) |
Nella sede di Padova dell’MSI-DN in via
Zabarella 24, tra le 9.30 e le 10 del mattino, è assassinato a sangue freddo insieme a
Graziano Giralucci da un commando delle Brigate Rosse composto da 5 persone.
La confessione della brigatista Ronconi ricostruisce così
l’assassinio: Serafini avrebbe fatto il 'palo', Semeria guidava
l’auto, la Ronconi in attesa sulle scale con la borsa per
prelevare i documenti dalla sede dell’MSI-DN, Ognibene e Pelli
sarebbero entrati negli uffici e, dei due, solo il Pelli avrebbe
sparato a fronte di un tentativo di reazione di Mazzola e
Giralucci. Nel 1988, durante il processo in Corte d’Assise di
Padova, la disposizione di una nuova perizia balistica in ordine
alla ricostruzione attendibile della dinamica degli eventi darà
l’unanime conclusione che si è trattato di una spietata
esecuzione. Giuseppe Mazzola lascia la moglie Giuditta e 4
figli. |
| (biografia) |
Bergamasco, appuntato dell’arma dei Carabinieri.
Partecipa alla guerra in Nord-Africa, fatto prigioniero, riesce
a fuggire. Partecipa
come carabiniere alla guerra di liberazione in Calabria e, dopo
la guerra, svolge servizio in Italia
meridionale. Riceve encomi, decorazioni e attestati. Ha la cittadinanza onoraria di Montebello Ionico. |
| (rivendicazione,
autori) |
Le Brigate Rosse rivendicano la paternità dell’
assassinio il giorno dopo, con due volantini fatti ritrovare a
Milano e Padova in una cabina telefonica, e a seguito di una
telefonata alla redazione padovana de “Il Gazzettino”. |
| (stato
processuale) |
11 maggio 1990 (sono passati sedici anni dalla
tragedia) i giudici della Corte d’Assise di Padova dichiarano
gli imputati tutti colpevoli: dodici anni e otto mesi a Renato
Curcio, Mario Moretti ed Alberto Franceschini per concorso
morale in duplice omicidio; diciotto anni a Roberto Ognibene per
omicidio volontario.
Susanna Ronconi e Giorgio Semeria sono condannati a nove anni e
sei mesi, Martino Serafini a sei anni, un mese e dieci giorni
perché dichiarati colpevoli di concorso anomalo cioè di fatto
diverso da quello voluto.
Propongono appello contro la sentenza sia il PM perché nei
confronti di Curcio, Moretti e Franceschini venga riconosciuta
la responsabilità per concorso pieno,sia la difesa che sostiene
che la cosiddetta direzione operativa delle Brigate Rosse
all’epoca non era ancora stata costituita e che l’
operazione fu ideata e gestita autonomamente dalla colonna
veneta.
Il processo di appello nel giugno 1991 viene rinviato per vizio
di forma , ad agosto dello stesso anno Francesco Cossiga,
Presidente della Repubblica, propone di concedere la grazia a
Renato Curcio. Il 20 novembre 1991 si apre il processo di
appello di fronte alla e il 9 dicembre dello stesso anno
la sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Venezia
condanna sul presupposto che già nel 1974 esisteva un nucleo
centrale operativo delle B.R. Renato Curcio e Mario Moretti a 16
anni e due di carcere, Alberto Franceschini a 18 anni, due mesi
e sette giorni. Susanna Ronconi, Giorgio Semeria e Martino
Serafini si vedono convertire la condanna in concorso pieno in
duplice omicidio rispetto al concorso anomalo del primo grado.
Semeria e Ronconi 12 anni di carcere, Serafini 7 anni e sei
mesi, ad Ognibene viene confermata la pena a 18 anni: tutte le
pene vengono inasprite rispetto al primo grado.
La sentenza è accolta con soddisfazione dal Prof. Mazzola,
figlio di Giuseppe, che alla proposta di grazia a Curcio ha
reagito con la richiesta di sospensione dello status di
cittadinanza italiana suo, dei fratelli e della madre fino allo
scadere del mandato del Presidente della Repubblica Cossiga.
Serafini nel luglio 1992 chiede la grazia. Ronconi e Semeria
usufruiscono della semilibertà e anche Ognibene gode dei
benefici dovuti alla legge sui dissociati. Il primo
agosto 1992 Serafini viene arrestato per scontare due anni e
mezzo di pena residui. |
| (status
famigliari) |
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| (note) |
La Giunta Comunale di Padova con deliberazione
n.3427 del 12 novembre1992 ha deciso di onorare la memoria di
Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola con la denominazione di
due vie contigue nella zona di Altichiero. |
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