
Girolamo Minervini
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| (cognome, nome e
professione) |
Girolamo Minervini, magistrato |
| (luogo e date di
nascita) |
Nato a Molfetta (Bari), 1919 |
| (luogo e date
dell'attentato) |
Roma, 18 marzo 1980 |
| (luogo e date di morte) |
Roma, 18 marzo 1980 |
| (descrizione
attentato) |
Il magistrato Minervini si impegna profondamente
nell’attività di magistratura: dalla Procura generale della
Cassazione al Consiglio superiore della Magistratura fino ad
assumere l’incarico di Direttore Generale degli Istituti di
Prevenzione e Pena il 17 marzo 1980.
Il 18 marzo 1980, a Roma, Girolamo Minervini viene ucciso da un
terrorista mentre viaggia sull’autobus che lo sta portando al
lavoro. L’assassino, compiuta l’uccisione, si fa largo tra i
passeggeri continuando a sparare e ne ferisce tre.
Lascia la moglie Orietta, il figlio Mauro e la figlia Ambra. |
| (biografia) |
Minervini entra in Magistratura nel 1943. Già in
giovane età, negli anni dal 1947 al 1956, è assegnato al
Ministero di Grazia e Giustizia - Direzione Generale degli
Istituti di Prevenzione e Pena - dove dirige, nell'ultimo
periodo, l'Ufficio II (personale di custodia). Trascorre,
quindi, un lungo periodo presso la Procura generale della
Cassazione in qualità di applicato prima di tribunale e poi di
appello; nel 1968 viene nominato segretario presso il Consiglio
Superiore della Magistratura. Dopo un breve periodo, durante
l'anno 1973, nel quale presta servizio presso la Corte di
Appello di Roma in qualità di consigliere, fa ritorno al
Ministero di Grazia e Giustizia con funzioni di capo della
segreteria della Direzione Generale degli Istituti di
Prevenzione e Pena. Quindi, nel novembre 1979 era ricollocato in
ruolo e destinato alla Procura Generale della Cassazione con
funzioni di sostituto. |
| (rivendicazione,
autori) |
Le Brigate Rosse rivendicano l’assassinio,
compiuto da un nucleo armato comandato da Francesco Piccioni e
Alessandro Padula. |
| (stato
processuale) |
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| (status
famigliari) |
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| (note) |
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