
Aldo Moro

Via Caetani, 9 Maggio 1978

L'Avanti, ed. straordinaria del 16 Marzo 1978

Il Corriere della Sera, ed. straordinaria del 16 Marzo 1978

La Repubblica, ed. straordinaria del 16 Marzo 1978
|
|
| (cognome, nome e
professione) |
Aldo Moro, cattedratico e uomo politico.
Principale artefice della politica di centro-sinistra, più
volte ministro e presidente del Consiglio. Dal '76 è presidente
della Democrazia Cristiana e favorisce l'avvicinamento del Pci
al governo. |
| (luogo e date di
nascita) |
Nato a Maglie (Lecce) il 23 Settembre 1916 |
| (luogo e date
dell'attentato) |
Roma, Via Mario Fani, 16 Marzo 1978 |
| (luogo e date di morte) |
Roma, 9 Maggio 1978, dopo 55 giorni di prigionia,
il corpo di Aldo Moro, crivellato di proiettili, viene fatto
ritrovare in via Caetani, nel bagagliaio di una Renault rossa. |
| (descrizione
attentato) |
L’auto dell’On. Moro e quella della scorta
vengono tamponate da due auto dalle quali scende una parte del
commando terrorista, mentre altri sono in agguato sul posto. La
banda è presumibilmente composta da 11 uomini e una donna, che
massacrano la scorta e rapiscono il presidente della Democrazia
Cristiana. Cadono la
guardia di PS Raffaele Iozzino, il maresciallo dei CC Oreste Leonardi, l’appuntato dei CC Domenico Ricci, la guardia di PS
Giulio Rivera e il vice-brigadiere di PS Francesco Zizzi. |
| (biografia) |
Trascorre l’infanzia e la giovinezza in Puglia
dove si laurea giovanissimo in Legge. All’età di 24 anni è
professore incaricato di filosofia del Diritto presso l'università
di Bari, l’anno dopo ottiene la cattedra di Diritto penale.
Tra il 1939 e il 1942 è presidente della FUCI e fa parte del
Movimento dei laureati cattolici.
Sposa nel 1945 Eleonora Chiaravalli, laureata in Lettere,
studiosa di psicologia e militante della FUCI. Nascono 4 figli:
Maria Fida, Anna, Agnese e Giovanni. La vita famigliare si
svolge, appartata dalla ribalta politica, a Torrita Tiberina,
casa di campagna, e a Terracina.
Nel 1946 è eletto alla Costituente e nel 1948 è deputato in
Parlamento, iniziando così la sua carriera nella D.C. di cui
diventerà segretario politico nel 1959 e poi nel 1962. La
carica gli permette di favorire la politica di centro-sinistra
(i socialisti nell'esecutivo) che ha in lui il principale
fautore.
Il 4 Dicembre 1963 vara, come presidente del Consiglio, il primo
dei suoi tre governi che si succederanno fino al 1968. L’anno
dopo rientra nell’esecutivo come ministro degli Esteri. Tra il
1974 e il 1976 torna presidente del Consiglio nei suoi quarto e
quinto governo.
Nell’ottobre del 1976 è eletto presidente della Democrazia
Cristiana. Da quella carica svolge un fondamentale ruolo di
mediatore, favorendo l’ingresso dei comunisti del PCI nella
maggioranza e rinsaldando le fratture all’interno della D.C. |
| (rivendicazione,
autori) |
Il 18 marzo, dopo i funerali degli uomini della
scorta, le B.R. telefonano al quotidiano “Il Messaggero” e
indicano una cabina telefonica in cui viene rinvenuto il
“Comunicato n.1” con la foto di Aldo Moro e sullo sfondo la
Stella a 5 punte delle Brigate Rosse.
A Torino, durante il processo a Renato Curcio e ai capi storici
della B.R., viene ulteriormente rivendicata la responsabilità
politica del rapimento.
Sono 9 i comunicati che le B.R. fanno ritrovare nel corso dei
mesi di prigionia dell'uomo politico, insieme ad alcune lettere
autografe dell’On. Moro che scandiranno tutto il periodo fino
all’8 maggio, giorno del ritrovamento del corpo dello statista
trucidato. |
| (stato
processuale) |
Dopo tre processi, è accertato che a condurre la
Renault in via Caetani con il corpo di Aldo Moro sono i
brigatisti Mario Moretti, Prospero Gallinari, Valerio Morucci e
Bruno Seghetti.
Durante il sequestro Moretti, Morucci, Anna Laura Braghetti e
Germano Maccari si sarebbero alternati nella sua vigilanza.
Sono 4 i processi principali del caso Moro. Il primo, che
unificava i Moro-uno e Moro-bis, si è concluso in Cassazione
(22 ergastoli) nel novembre 1985, il Moro-ter si è concluso nel
maggio 1993 (20 ergastoli), il Moro-quater a maggio 1997 con la
condanna definitiva all'ergastolo per Lojacono, il
Moro-quinquies si è concluso in due tempi (nel 1999 e nel 2000)
con le condanne di Raimondo Etro e Germano Maccari.
|
| (status
famigliari) |
- |
| (note) |
Ulteriori informazioni su Aldo Moro, il suo
rapimenti e i processi sul sito web: http://www.apolis.com/moro/index1.htm
Le sentenze sul sito di Radio Radicale |
|