
Alfredo Paolella

Il Mattino, 12 Ottobre 1978

Il Mattino, 9 Ottobre 1986
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| (cognome, nome e
professione) |
Alfredo Paolella, docente universitario, titolare
della cattedra di antropologia criminale presso l'Università di
Napoli Federico II.
Direttore del Centro di Osservazione criminologiche per Campania,
Basilicata e Puglia. |
| (luogo e date di
nascita) |
Benevento, 1928 |
| (luogo e date
dell'attentato) |
Napoli, 11 ottobre 1978 |
| (luogo e date di morte) |
Napoli, 11 ottobre 1978 |
| (descrizione
attentato) |
Alle nove meno venti del mattino, come ogni
giorno, Paolella lascia l'appartamento in cui vive e scende
nell'autorimessa sotterranea.
Qui è appostato un commando di composto da 3 uomini
e 1 donna. I terroristi affrontano il professore, lo strattonano e lo
scaraventano contro un pilastro. Paolella batte la nuca e si
accascia, allora i tre fanno fuoco a ripetizione: la vittima è
raggiunta da nove colpi tutti in punti vitali. Un proiettile è
sparato a bruciapelo alla tempia destra, quando Paolella è
già a terra e, probabilmente, morto.
All'esecuzione assistono impotenti i due titolari
dell’autorimessa e il garagista. Alfredo Paolella lascia la
moglie Luisa, subito accorsa avendo udito da casa le
detonazioni, e i figli Giovanni di 22 anni e Maria Rosaria di 19. |
| (biografia) |
Si laurea in Medicina nel 1953 a Napoli, si
specializza successivamente in Medicina legale. Dal 1977 insegna
Antropologia criminale presso la seconda facoltà di Medicina di
Napoli dove è anche segretario del Consiglio di facoltà. Fa
parte della Commissione Nazionale per la riforma penitenziaria:
sono 16 anni che si occupa di carceri sia come studioso sia come
medico legale. E’ tra i promotori, e poi direttore per
incarico del Ministero, del Centro di Osservazione criminologica
del carcere di Poggioreale. Lui stesso, aiutato da una equipe di
sociologi e psicologi, segue in modo particolare i giovani
disadattati e drogati. Assertore dell'inutilità delle carceri
speciali, si batte per una migliore riforma carceraria. |
| (rivendicazione,
autori) |
Meno di un’ora dopo l'assassinio, l’attentato
è rivendicato da Prima Linea, con una telefonata al
giornale “Il Mattino”. Il telefonista indica anche che nella
toilette di un bar di Fuorigrotta è depositato il comunicato
che rivendica l’uccisione. |
| (stato
processuale) |
Durante il dibattimento durato oltre 5 mesi è
accettata la dichiarazione di dissociazione dalla lotta armata
fatta in aula dagli imputati. La II sezione della Corte
d’Assise di Napoli nel 1985 infligge a Susanna Ronconi 17 anni
di carcere insieme a Nicola Solimano, Sonia Benedetti, Bruno La
Ronga e Felice Maresca, tutti riconosciuti autori materiali
dell’omicidio Paolella.
Pene minori, da un massimo di 7 anni per Giulia Luisa Borrelli
ad un minimo di 4 mesi per Armando Cerulli, per tutti gli altri
'dissociati' riconosciuti colpevoli di reati minori.
Assoluzione per Marco Donat-Cattin, Sergio Segio, Bruno Russo
Palombi e Paolo Ceriani Sebregondi, all’epoca componenti
dell’esecutivo nazionale di Prima Linea.
La III Sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli nel
1986 conferma, tranne lievi variazioni di pena, la sentenza di
primo grado. |
| (status
famigliari) |
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| (note) |
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