Gli 'anni di piombo' sono convenzionalmente quelli che vanno dal 1969 al 1989. Alcune fonti indicano
più di 5000 attentati, con 455 caduti e 4529 feriti. Dopo le commemorazioni ufficiali, con il bacio sulle guance ai sopravvissuti agli attentati
o ai famigliari dei caduti, con relativa retorica, che sono spesso
serviti alla visibilità e a vantaggi politici per gli oratori, la solidarietà, spesso verbale, si è affievolita. Non solo, ma sono sopravvenuti un certo fastidio e un misconoscimento, che amareggiano particolarmente quando sono espresse da personaggi di primo piano della nostra
repubblica.
Sembra quasi che si voglia cancellare il passato, ma i feriti e gli invalidi, testimoni oggettivi e certi di fatti epocali, protagonisti loro malgrado di cruenti episodi, non possono essere facilmente trattati per operazioni di questo tipo. Vengono quindi considerati una memoria fastidiosa e ingombrante perché provocano nei cittadini il ricordo di tragicità ed orrori, dovuti, alla luce di recenti dichiarazioni ufficiali, ad errori, negligenze, reticenze, omertà, scarsa professionalità e forse anche a tradimenti.
Maurizio Puddu, presidente (2003).
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