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Autore: HextraAdmin

Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo sabato 9 maggio 2026

Cerimonia in Senato alla presenza del Presidente della Repubblica Il Senato della Repubblica ospiterà sabato 9 maggio la celebrazione del Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo interno e internazionale e delle stragi di tale matrice, istituito con legge n. 56 del 4 maggio 2007.

La cerimonia avrà inizio alle ore 10.30 con l’esecuzione dell’Inno nazionale da parte del coro degli studenti del Liceo Statale “Alessandro Manzoni” di Latina. Saranno presenti in Aula il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il Presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, il Presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, i Ministri dell’Interno Matteo Piantedosi, dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara e della Cultura Alessandro Giuli.

Dopo l’intervento introduttivo del Direttore del “Corriere della Sera” Luciano Fontana, prenderanno la parola i Presidenti La Russa e Fontana. Sarà quindi proiettato un filmato RAI rievocativo degli episodi di terrorismo ricordati nel corso della cerimonia.

Questo l’elenco delle testimonianze in programma:

– Susanna Occorsio, figlia del Sostituto Procuratore Vittorio Occorsio, ucciso da terroristi appartenenti a Ordine Nuovo (Roma, 10 luglio 1976);

– Massimo Coco, figlio del Procuratore generale della Corte d’Appello di Genova, Francesco Coco (Genova, 8 giugno 1976);

– Gina Dinnella, nipote dell’agente di sicurezza Giovanni Saponara, ucciso dalle Brigate rosse insieme al Procuratore generale della Corte d’Appello di Genova, Francesco Coco (Genova, 8 giugno 1976);

– Massimo Deiana, figlio del carabiniere Antioco Deiana, ucciso dalla Brigate rosse a Genova l’8 giugno 1976, insieme al Procuratore generale della Corte d’Appello di Genova, Francesco Coco (Genova, 8 giugno 1976);

– Alberto Capolungo, figlio del carabiniere in pensione Pietro Capolungo, vittima della Banda della Uno Bianca (Bologna, 2 maggio 1991);

– Stefania Collavin, moglie di Christian Rossi, una delle nove vittime italiane cadute nella strage di Dacca per mano di terroristi islamici (Dacca, Bangladesh, 1° luglio 2016).

Al termine delle testimonianze, avrà luogo la consegna delle targhe alle 3 scuole vincitrici del concorso “Tracce di Memoria”.

La cerimonia si concluderà con l’esecuzione dell’Inno europeo.

L’evento sarà trasmesso in diretta da Rai 3, a cura di Rai Parlamento, e in diretta streaming dalla Webtv e dal canale YouTube del Senato.

http://webtv.senato.it/webtv/altri-video/cerimonia-giorno-della-memoria-dedicato-alle-vittime-del-terrorismo

Presentazione libro “Che cosa sono le BR”

Lunedì 27 aprile alle ore 17,30 presso il Circolo della Stampa-Sporting, corso Giovanni Agnelli 45 (TO), si terrà  la presentazione del libro “Che cosa sono le BR” di Giovanni Fasanella.

Sarà presente l’autore e  giornalista Fasanella con cui si potrà riflettere su uno dei periodi più sofferti e complessi della nostra storia recente. Sarà un’occasione  per discutere anche sul contesto interno ed internazionale in cui è maturato il sequestro e l’assassinio di Aldo Moro.

Introdurrà il Presidente dell’Associazione Italiana Vittime del terrorismo, Roberto Della Rocca. Sono previsti gli interventi del giornalista Andrea Casalegno, figlio del Vicedirettore de La Stampa Carlo Casalegno ucciso dalle Br nel 1977, e del dottor Massimo Puddu, figlio di Maurizio Puddu fondatore di AIVITER. Coordina il giornalista Luciano Borghesan.

In memoria di Roberto Arditti

Aiviter – Associazione Italiana Vittime del Terrorismo esprime profondo cordoglio per la prematura scomparsa del giornalista Roberto Arditti.

Amico della nostra Associazione fin dagli inizi, è stato un interlocutore attento, un opinionista brillante e un uomo di grande intelligenza.

Lo ricordiamo con gratitudine per la sua ultima, preziosa partecipazione al nostro Quarantennale a Torino, il 24 ottobre 2025.

Da sempre al nostro fianco, già nel 2006 contribuì con sensibilità e impegno a dare voce alle vittime del terrorismo e ai loro familiari, raccogliendone le testimonianze.

Nel suo ricordo, partecipiamo commossi al dolore della famiglia.

Roberto Carlo Della Rocca

Presidente Aiviter

Manifestazione del 31 gennaio 2026 di Askatasuna a Torino

L’Associazione Italiana Vittime del terrorismo esprime la più sentita solidarietà e gratitudine ai 108 agenti e militari delle forze dell’ordine rimasti feriti a Torino durante la guerriglia urbana provocata da centinaia di giovani incappucciati e organizzati, a conclusione di un corteo che aveva visto la partecipazione pacifica di decine di migliaia di persone.

E’ con forte preoccupazione che Aiviter condanna questa gravissima aggressione alle istituzioni; purtroppo, avviene in un clima di crescente intimidazione, dagli episodi riguardanti l’Università e il liceo Einstein, alla devastazione delle Ogr, alla occupazione del giornale La Stampa.

Sono fatti che invitano urgentemente a riflettere e a richiedere a ciascuno di noi cittadini ad avere maggiore comportamento di responsabilità, verso il prossimo, verso il bene di tutti, con senso di dovere civico, oltreché nel rispetto dei diritti. Ognuno deve fare al meglio la propria parte. In casi di illegalità e peggio di reati penali la magistratura ha il compito di assicurare giustizia, e con celerità.

Ricordiamo gli avvertimenti – ancora attuali – di Carlo Casalegno, una delle vittime del terrorismo per cui è stata fondata la nostra Associazione: li scrisse nell’articolo pubblicato su La Stampa il 26 ottobre 1977, e dopo un paio di settimane il giornalista (Vicedirettore) fu ferito a morte dalle Brigate rosse. Per punti: “Fino a quando svolgono un’attività politica, esercitano un diritto garantito dalla legge democratica, che non ammette censura sulle opinioni.

Ma quando organizzano o favoriscono azioni violente, provocano o compiono azioni delittuose, quei gruppi escono dalla legalità, e non possono chiedere allo Stato né tolleranza, né impunità. Ma occorre pur chiedersi se l’autonomia rimanga nei limiti del lecito, se non si trasformi in associazione per delinquere, quando programma, impone, organizza scontri armati e introduce i suoi guerriglieri nei cortei per trascinarli alla violenza

Quando ospedali o laboratori universitari sono occupati, devastati, usati come terreno di battaglia contro lo Stato.

Sono necessarie le indagini preventive della polizia, l’attività assidua e operante della magistratura, la volontà politica. Occorre prosciugare le sorgenti, di mobilitazione e di propaganda, che alimentano la guerriglia

Associazione Italiana vittime del terrorismo e dell’eversione contro l’ordinamentocostituzionale dello Stato Sede: presso amministrazione provinciale di
TorinoVia Maria Vittoria, 12 – 10123 Torino e-mail: info@vittimeterrorismo.it
Sito: www.vittimeterrorismo.it. Segreteria: Via Gaudenzio Ferrari, 1 10124 Torino Tel. 011.8125406 PEC: info@pec.vittimeterrorismo.it

Anche l’opinione pubblica ha un compito importante in quest’opera di risanamento: quello di isolare provocatori o demagoghi”.

Nel corteo di sabato scorso uno striscione inneggiava a “Torino è partigiana”: Casalegno era stato partigiano, lottando per la Resistenza. Il 21 gennaio 2011 alla signora Adele Casalegno, che è stata tra i fondatori di Aiviter, dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, fu consegnata la Medaglia d’Oro al Valor Civile alla memoria di Carlo Casalegno.

AIVITER resta a disposizione delle Istituzioni, del Paese, dei giovani , della città di Torino in ogni dove si voglia libertà e democrazia , civile convivenza , nel confronto delle idee, condannando e contrastando sempre e comunque ogni forma di violenza anche politica OVUNQUE SI MANIFESTI.

AIVITER comunicato manifestazione del 31 gennaio 2026 di Askatasuna a Torino

Auguri di Buon Natale e Felice 2026

Il Presidente e il Consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana Vittime del terrorismo
porgono i più sinceri Auguri di Buon Natale e Felice Anno nuovo. 

 

Roberto Carlo Della Rocca

AIVITER Esprime solidarietà ai lavoratori del quotidiano La Stampa

L’Associazione Italiana Vittime del terrorismo esprime vicinanza e solidarietà alla redazione, alla direzione e all’editrice per l’assalto vandalico compiuto venerdì scorso . Il fatto è gravissimo, anche perché riguarda il giornale di Carlo Casalegno, il Vicedirettore ucciso dalle Brigate Rosse nel novembre 1977.  La vedova di Carlo Casalegno Adele Andreis è stata tra i fondatori di Aiviter, che il 24 ottobre ha compiuto 40 anni di attività nel rappresentare la memoria di quegli anni e il dolore di famiglie e sopravvissuti a stragi e attentati mai del tutto chiariti.

Ricordiamo che La Stampa fu già colpita nel settembre del 1977 con una bomba esplosa vicino alle rotative mettendo a rischio le vite di molti operai e in diverse altre occasioni fu oggetto di minacce concrete. A fianco dei giornalisti e dei poligrafici de La Stampa, rivolgiamo ancora una volta allo Stato la richiesta di fare chiarezza su questo ulteriore gravissimo atto, nel contempo Aiviter resta a disposizione con  le vittime per testimoniare le ferite, i lutti  e i danni compiuti a migliaia di famiglie e contro la libertà e la democrazia dell’ Italia.

 

Torino, 1 dicembre 2025

Incontro a Torino per i 40 anni di AIVITER

Incontro a Torino per i 40 anni di AIVITER-Associazione Italiana Vittime del terrorismo

Una giornata della “memoria” tra “ieri” e “oggi” per ricordare ed informare, che ha ricevuto i messaggi di saluto dei Presidenti della Repubblica e del Senato

“Occorre conservare il ricordo, diffondere la conoscenza e fare in modo che anche le giovani generazioni facciano tesoro di quelle tragiche esperienze affinché non si ripetano mai più”. Questo è quanto si propone AIVITER-Associazione Italiana Vittime del terrorismo in occasione dei quarant’anni dalla sua nascita, con una giornata della “memoria” tra “ieri” e “oggi” per ricordare ed informare che si è svolta venerdì 24 ottobre a Palazzo Lascaris a Torino. L’incontro organizzato con la collaborazione della presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte ha ricevuto i messaggi di saluto dei Presidenti della Repubblica e del Senato. Sergio Mattarella ha elogiato l’Associazione: “L’impegno del Sodalizio nell’opera di sensibilizzazione rivolta ai giovani, in questi quattro decenni, è stato importante, supportando lo sviluppo di modelli di società basati sulla solidarietà, sul dialogo e sul rifiuto di ogni sopraffazione”. Uno “spirito di forte vicinanza” è stato espresso da Ignazio La Russa, assieme al “pensiero di gratitudine e riconoscenza”. Sono seguiti i saluti di del presidente del Consiglio Regionale del Piemonte Davide Nicco e della vice Sindaca Michela Favaro del Comune di Torino.

Dopo l’introduzione del presidente di AIVITER, Roberto Carlo Della Rocca, si sono svolti gli interventi di Miguel Gotor su “Una tragedia nazionale, Il partito armato e gli anni di piombo in Italia”, Roberto Arditti e Giovanni Fasanella su “Testimonianze delle vittime”, moderati da Luciano Borghesan. A conclusione della mattinata, la relazione del presidente sull’attività dell’Associazione negli ultimi 40 anni e sulle principali iniziative anche legislative in evidenza. Nel pomeriggio interventi di specialisti tra cui Letizia Bossini dell’Università di Siena “Il disturbo post traumatico da stress”, Giacomo Fassina “Le valutazioni-medico-legali delle invalidità delle vittime del terrorismo”, Vincenzo Marino, Andrea Bava e Fabio Pisani sulle criticità applicative del legislativo. È stato proiettato il documentario “Anni spietati, Torino” di Rai Educational. Il professor Gotor, tra l’altro, si è diffuso sui rapporti del terrorismo comunista con l’ala “massimalista e integralista” del PCI che considerava la svolta costituzionale del Partito un tradimento della Resistenza.  

AIVITER è l’Associazione di categoria più numerosa del settore a livello nazionale e tra le prime a livello europeo: attualmente conta oltre 550 iscritti, tutti vittime del terrorismo interno ed estero e loro familiari diretti. Fondata a marzo 1985 per mantenere la memoria e il ricordo di quanti, per ogni terrorismo, hanno perso la vita o l’hanno proseguita con gravissimi traumi, dal 2015 ha quale presidente Roberto Carlo Della Rocca, ferito gravemente dalle Br nel 1980 a Genova e promotore ed estensore – con il gruppo dei “volenterosi vittime del terrorismo di Genova”: il magistrato Mario Sossi, Sabina Rossa, figlia di Guido, e Alfredo Lamberti – della legge quadro 206 del 2004 “Nuove norme in favore delle Vittime del terrorismo e delle stragi di tale matrice”, di cui segue costantemente le successive modifiche migliorative e attuative. Ha contribuito a definire la costituzione dell’Osservatorio Nazionale per le Vittime del terrorismo, finalizzato alla cura e valutazione clinico-diagnostica del Disturbo Post-Traumatico da Stress (DPTS).

Verificato che allo stato non è disponibile il Censimento unico completo delle vittime del terrorismo AIVITER, con il contributo fondamentale della Fondazione Compagnia di San Paolo di Torino, ha voluto contribuire predisponendo un elenco cronologico completo dal 1961 a oggi delle vittime decedute italiane e straniere per atti terroristici in Italia e delle vittime italiane cadute all’Estero, uniformandosi alla disciplina nazionale vigente. L’elenco annovera come vittime del terrorismo per dette fattispecie 622 nominativi, per ciascuno dei quali è stata predisposta una scheda personale integrata della sigla dell’organizzazione terroristica responsabile dell’omicidio.

Nella sola Torino in sette anni, tra il 1975 e il 1982, furono uccise 21 persone e oltre 70 furono le vittime di tentati omicidi.

Complessivamente, in tutta la Nazione, nel periodo 1969-2003, dal Censimento AIVITER per atti di terrorismo interno sono stati conteggiati 365 morti (di cui 160 per stragi e oltre 200 per attentati individuali), migliaia di feriti e invalidati, innumerevoli attentati violenti dimostrativi.

Gli oltre 200 caduti per attentati individuali sono stati attribuiti: 169 al “terrorismo rosso” delle organizzazioni terroristiche di estrema sinistra eversiva (83 Brigate Rosse, 16 Prima Linea, i rimanenti attribuiti a formazioni terroristiche minori) e 37 al “terrorismo nero”, le organizzazioni di estrema destra eversiva (NAR, Ordine Nuovo). Il “terrorismo rosso” trova ben presto il suo principale protagonista nelle BR, con i primi sequestri dimostrativi di dirigenti aziendali nei primi anni ’70, nel 1974 – ad aprile con il rapimento del magistrato Mario Sossi, il primo attacco al “cuore dello Stato”, e a giugno a Padova nella sede provinciale  del M.S.I. di Padova  con il primo fatto di sangue, l’omicidio di Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci – e a seguire con numerosissimi attentati individuali, che hanno causato 83 morti e centinaia di feriti. Attentati mirati, effettuati da “clandestini”, veri e propri serial killer che colpirono soggetti assolutamente a loro estranei, che richiedevano grande preparazione, istruttorie e pedinamenti accurati. I 160 caduti censiti per stragi in terrorismo interno sono stati attribuiti, come giudizialmente accertato: 134 ad attentati di matrice fascista e i rimanenti 26 a stragi di matrice mafiosa.

Va notato che gli attentati individuali mortali sono stati più numerosi delle stragi. E che in Italia l’eversione di sinistra, con il concorso prevalente delle Brigate Rosse, è stata di gran lunga la maggiore e più pericolosa forza eversiva del secondo dopoguerra: per la larga adesione, per capacità organizzativa, per l’elaborazione teorica, per il vasto terreno culturale e politico dal quale sorse e si alimentò, per gli obiettivi che si pose.

“Siamo stati quarant’anni dalla parte delle vittime, troppe volte in salita, senza riuscire ad avere completa verità e giustizia”, dice Della Rocca: “Le indagini e i risultati processuali toccarono solo in parte migliaia di soggetti che, direttamente o indirettamente, avevano contribuito a disseminare odio e sangue per oltre un decennio. Troppo spesso abbiamo visto colpevoli di pluriomicidi scarcerati dopo pochissimi anni e troppi complici mai identificati e perseguiti: una grande amarezza ha segnato le vittime sopravvissute e i familiari dei caduti, non per desiderio di vendetta, ma di verità e giustizia”.

AIVITER, in quarant’anni di attività, tutta volontaria, ha continuato a battersi per far emergere le “verità”, per il riconoscimento del sacrificio e per avere giustizia. Si è costituita parte civile nel giudizio in corso presso il Tribunale di Torino contro i fondatori delle Brigate Rosse per accertarne la responsabilità nell’omicidio del carabiniere Giovanni D’Alfonso nel 1975 in Cascina Spiotta (Al). La richiesta di costituzione è stata inaspettatamente respinta dalla Corte. Ciò malgrado continua a perseguire ogni possibile iniziativa anche legale in ogni sede, affinché “giustizia sia compiuta”.  Nel procedimento pendente a Strasburgo presso CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’uomo), iniziato dai familiari dell’agente di polizia Michele Granato contro il rifiuto dello Stato francese all’estradizione di una dei 10 terroristi italiani condannata in via definitiva per l’omicidio dell’agente, è intervenuta come terza parte in giudizio, accettata dalla Corte Europea, depositando proprie memorie a supporto.

In particolare, AIVITER ritiene doveroso ricordare Liliach Lea Havron, Eviatar Moshe Kipnis e Nir Forti, le tre vittime con doppia cittadinanza italiana e israeliana riportate nel censimento dell’Associazione, uccise il 7 ottobre 2023 da Hamas nel terribile attentato. “AIVITER, che rappresenta il dolore di tanti concittadini che hanno patito, direttamente e non, a causa del terrorismo nel nostro Paese durante i cosiddetti anni di piombo e che negli ultimi 20 anni sono stati colpiti da quello jihadista”, dice il presidente, “è a loro vicina ed esprime la più sentita vicinanza anche alle famiglie dei caduti di ogni terrorismo e nazionalità oggi commemorati. Il terrorismo ha il solo terribile scopo di seminare panico, angoscia e morte tra persone inermi e innocenti, di ogni età e genere”.

Torino, 24 ottobre 2025

Quarantennale AIVITER comunicato stampa del 24-10-25

Cerimonia per il quarantennale

24 ottobre 2025, ore 9:00

Torino: Palazzo Lascaris sede del Consiglio Regionale del Piemonte.

Cerimonia per il quarantennale della Fondazione di AIVITER